La mia maestra delle elementari aveva in classe due mostruosi ficus. si eleggeva, oltre al capoclasse, al vice, all’addetto al calendario (doveva ruotare ogni giorno un calendario perpetuo) anche un addetto, o due forse, alla nutrizione dei suddetti. Ora non ricordo le dinamiche dell’innaffiamento, ma era roba così.
Avevano fusti enormi e vasi ancora più grossi. Va detto che le dimensioni erano relative alle nostre; per cui può essere che fossero dei ficus normali. Come del resto le aule da me visitate poco tempo fa: parevano a noi bimbi navate di un templio greco e invece sono solo modeste stanze e i corridoi inutili spazi ad esse sottratti.
Ogni anno si cambiava aula, ogni settembre apparivano all’interno di quella nuova. e d’estate, se passavo vicino alla scuola, potevo vederli esposti sulla veranda della stessa all’aperto.
Mi immagino i poveri bidelli di allora che bestemmiando si trascinavano questi immensi vasi (con annesso elemento di foglie e rami) da una stanza all’altra, da una veranda lungo i lunghissimi e infiniti corridoi.
Alla fine posso dare ragione alla marystar. Morti i ficus (o no: forse sono traslocati all’atto del pensionamento della maestra nella sua villetta, chi lo sa?) che c’avranno mai avuto da fare?
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