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Quegli allenamenti lunghi che ti fanno trovare pace e equilibro. Senza Power Balance e solo un piccolo ricordo delle dichiarazioni di Giovanardi contro la pubblicità Ikea.
Invece i miliardi di reclame inneggianti la fica e le tette, quelle van bene e non danno insegnamenti sbagliati (alla sua morale).
Per dire.
Per dire cosa pensa uno mentre corre a cavallo della triplice decina di chilometri.
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Mentre sto cercando di darmi uno spessore da vero ultratrailer con lunghi allenamenti per la potenza lipidica, il Silvio ne cava un’altra dal cappello.
Nel ventaglio di sparate sprigionate, che riempirebbero il blog da qui fino all’eternità, durante la conferenza stampa dopo i colloqui con Sarko (forse parente di sarca-zzo) candidamente ammette che il programma nucleare è sospeso con apposito decreto; ehm, no però, perché, insomma, vabbe’, non si può mica lasciare decidere la gente, scossa e frastornata dagli avvenimenti giapponesi. Decisione che potrebbe fermare tutto per molti anni. Molto meglio sospendere, lasciare passare le scalmane a tutti e poi, magari dopo una bella campagna di restyling all’atomo italico (e pure alla mia crinoplastica), lo ributtiamo nella mischia. Tutto salvo. La paraculaggine nanesca, gli investitori (francesi guarda un po’) e gli imprenditori pronti a sbranare la carcassa.
Va detto che il Nostro agita la volontà popolare quando gli conviene. Unto per grazia di Iddio e del Popolo. Mentre stavolta, è implicito (e fesso chi non vuole capire) quanto sia errato che il popolo si pronunci su cose che non conosce e mosso, poveri allocchi che non siamo altro, da recondite e ataviche, quanto fuori luogo, paure.
Meglio, molto meglio, che torni a programmare i miei prossimi 32km.
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25 aprile. e quest’anno due cose mi vengono in mente. La più “pesante” è lo stesso giorno di di venticinque anni fa. Chernobyl. Brividi ancora mi vengono leggendo le cronache di quei giorni(seicentomila “liquidatori” dimenticati o quasi) o vedere le foto (come quelle angoscianti di elena filatova) di quei luoghi fermi e ingialliti dal tempo e dalla fuga, dalla natura che stancamente si sta riprendendo ciò che l’uomo ha creduto di avere dominato. Al disastro di Chernobyl si sommò quello di un impero in disfacelo e corroso come le carcasse che ora giacciono là nel pripyat. è un duro colpo ancora oggi. ancora di più oggi, dopo Fukushima.
Il tema più leggero, ma non meno preoccupante, è il ricordo che Robecchi ha ricostruito di due anni fa. Onna. Appena accaduto il terremoto. Vediamo un Mr.B che si dedica alla sua attività preferita: raccogliere il massimo del consenso sfruttando l’emotività popolare. Ecco io, come altri, fui schifato dal suo occhio lucido di coccodrillo. io non ci sono mai cascato.
e vorrei un 25 aprile da ricordare per esserci finalmente liberati da questo tumore della democrazia.





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