Editoriale che scrissi per Spiritotrail, credo nel novembre del 2008.
Si è parlato di fuga dalla strada, voglia di disintossicarsi dal cronometro e dall’inquinamento delle nostre città. Certamente è anche questo. Io ci vedo anche, permettetemelo, una fuga dalla realtà. Non, però, quella dello struzzo che nasconde la testa per non vedere pericoli e nascondere insicurezze. Il trailer, io, non ho timore ad ammetterlo, fugge dal presente che sembra opprimere, frenetico, fatto di cemento, dal crollo delle borse e dai mondi che si scontrano (in realtà non avevo ancora visto una puntata di Fringe, NdK), da tutte le paure e le incertezze. Sì, a pensarci bene, è una fuga. Ma è una fuga che costa fatica, impegno, perseveranza, testardaggine e sudore… tanto. Non è semplice. Mica si schiaccia un tasto e via. Nemmeno basta mettersi le cuffie per non sentire il traffico, o leggersi un libro sdraiato in poltrona. No. Continua a leggere