vedrete
25 Ottobre 2009 at 17:24 | In generale | 1 CommentPer Bersani le primarie «hanno risvegliato la gente del Pd», Franceschini soddisfatto per «una grande festa della democrazia», per Marino i numeri «dimostrano il desiderio di cambiamento degli italiani».
Io spero di no. Ma sono quasi sicuro che anche stavolta butteranno ammare tutto.
fonte| ami – www.agenziami.it
opinioni
16 Ottobre 2009 at 11:51 | In generale | Leave a CommentPer come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità, e quelle di tante altre persone, potevano essere individuate come un reato.
Insomma, vuole dirci che “frocio di merda” avrebbe potuto essere un reato.
e a proposito di muri
15 Ottobre 2009 at 07:27 | In generale | 2 Commentsdal maggio 2007 non andavo sotto l’ora e ventitre minuti. Domenica a Pavia quasi 40 secondi in meno: 1h22′17″. Krom replica a Carpenedolo l’otto novembre.
abbattuto, il muro
15 Ottobre 2009 at 07:23 | In generale | Leave a CommentLa settimana scorsa hanno abbattuto il muro su cui l’inverno di tanti anni fa (il 91 o il 92 non sono riuscito a risalire) feci il mio primo, e unico, graffito. Non era memorabile per nessuno, anzi faceva ora piuttosto schifo, tanto corroso da muffe e muschi però era lì.
C’era un b-boy (non io, questo aveva molti capelli) nella mani un martello e una lattina di vernice spray. A terra un orologio gigante spaccato. La scritta sparava “batti il tuo tempo”. L’idea mi era venuta ascoltando il disco degli Onda Rossa Posse. Figata! Ero così esaltato per quelli rime cazzute, altro che jovanotto, vabbè le basi non erano super, ma per una volta potevo sentire il rap in italiano. rap cazzuto quasi quanto quello dei P.E. Batti il tuo tempo era la loro hit di allora, La loro hit. Batti il tuo tempo: l’ora della riscossa, del risveglio, del prendere in mano le proprie idee e la propria vita e giocarsela. Boh, avevo ventanni.
Quel muro è stato distrutto per fare posto ad un’altra serie di villette a schiera, forse sarà ricostruito in bel cemento armato. ma senza il mio graffito.
Nella mia cittadina ci sono, sbiaditi dal tempo, ma ci sono, murales degli anni 70. Nella ex piazza del mercato se ne intravede ancora uno. da piccolo mi spaventava. Parlava di alienazione, di degrado, di sfruttamento. Naturalmente mica sapevo di queste cose. A spaventarmi era un enorme macchinario che emetteva nubi nere a forma di svastiche e da un tubo, un lungo tubo, lungo quanto tutto quel muro, uscivano robot con teschi, una schiera di con robot, con il teschio al posto della testa. Questo si intravede ancora. Il mio no.
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