Stuka vs Zero

In un montorfano umido, soffice e ormai tendente al verde, sprint in salita sulla prima rampa che porta al ripetitore. Ho lasciato a casa, per errore, gps (o un qualsiasi orologio) e soprattutto gli occhiali (maledetti insetti risvegliati e incazzati). quindi a caso. occhi chiusi per evitare i mortali moscerini e segno con il tacco dopo tot di salita. alla faccia della scientificità del metodo! :)
dieci ripetizioni con il fiato che dopo i primi dieci metri fa esplodere i polmoni.
poi, inebriato dalla mancanza di ossigeno, mi sparo del tira e molla nel bosco in falsopiano.
qui i moscerini sono i famosi kamikaze “ZERO”. questi caccia famelici si schiantano a frotte sul viso nei tratti massimali, come arma finale della loro esistenza.
stupendi i tratti di fango che sorvolo con le orizaba che paiono ormai zattere.

stanco e punteggiato dalle carcasse degli aereomobili, mi dirigo verso l’auto dopo pochi km.

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