un trail crepuscolare

niente a che vedere con la corrente letteraria…:)
il programma è partire con la luce e tornare con il buio. avere uno stress mentale che incrementi all’aumentare della stanchezza fisica. roba per masochisti incalliti; e, aggiungo, solitari, visto che compagni in grado di soffrire – un po’ meno – in compagnia non se ne trovano.
parto dunque dopo essermi adeguatamente attrezzato per ogni evenienza: lampada frontale, batterie di ricambio, telo di sopravvivenza, 2 maglie di ricambio, calze di ricambio, guanti, impermeabile, cellulare. inoltre lascio dettagliata mappa ai familiari. meglio la prevenzione, alla cura non voglio neanche pensare :|
l’andata è nella norma, anche se l’occhio attento percepirebbe i segni della natura “diurna” che sta per riposarsi. presenza umana veramente minima, auto che si allontanano.
al giro di boa il sole inizia a calare all’orizzonte, in pianura sarà ancora alto, ma qui nel bosco il buio inizia a farsi pesto.

cominciano a spuntare grilli, fruscii e altre presenze non proprio rassicuranti.
il problema è nella mia testa, mi ripeto. così abituati alla socialità, al rumore di fondo, il frigo, i clacson; mi vengono i brividi sentendo il vuoto assoluto i rumori minimi del bosco. c’è anche una parte di paura atavica, l’uomo di fronte alla Natura, inerme.

la sagoma imperiosa e opprimente dei monti incute più che rispetto, timore forse. allungo il passo perché voglio rassicurarmi, vedere le luci della città, il clamore del divertimento. cose lontanissime da qui.
davanti sento uno scampanellio… mucche al pascolo? sono vicinissime, ma non le vedo. il sentiero è a mezza costa leggermente ondulato verso il basso. una curva e poi mi ritrovo davanti un gregge di capre (ma gregge è la parola giusta?). lo spavento è reciproco. io mi blocco, loro sciamano disordinate sopra e sotto. passo cauto, non ci sarà un cane pastore? no, per fortuna.
esco dalla zona più selvatica e arrivo sulla carrabile sterrata. mi sento a mio agio, incredibile, solo a vedere il riverbero luminoso della pianura, il rombo del traffico, aerei che atterrano a Bergamo. puxa vida!

un impulso di telefonare a casa. solo per sentire di non essere solo, vivo.

mezzora di discesa a perdifiato, due o tre volte mi inciampo, ma senza cadere.
poi le luci si fanno vicine. i motori sulla statale sono vicini. non temo più niente.
prima del parcheggio attraverso una strada trafficata. i pochi passanti mi guardano sconvolti. entro in un bar per una birra che mi faccia passare lo stucchevole dolciastro della bibita glucosata.
sto meglio.
fuori, in strada, la vita, il mondo, non si è fermato un attimo. ragazzi e ragazze in procinto di andare a divertirsi ignari di qualcosa che solo io credo di avere afferrato. illuso! sono un ingenuo, un sognatore e anche un po’ ottimista.

Running notes: 28,8 km, d+/- 1862, durata 4.38h

Annunci

4 pensieri su “un trail crepuscolare

  1. grande gualtiero!!!! comunque un pò da pazzi correre al crepuscolo, almeno da soli. già nei boschi, in zone molto isolate, ho qualche timore di giorno, figuriamoci di notte.

  2. grazie a voi tutti. in realtà è stata davvero una pazzia, una voglia che mi sono tolto. ma quando c’è timore mi sembra, spesso, giusto affrontarlo di petto…

    in effetti il timore è tutto nel pregiudizio sul buio e sulla disabitudine alla natura. insomma, zero, all’atto pratico.

    correte, ragazzi! ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...