sky runner. e ultra?


“come allenamento” dicevo a me stesso e ai compagni nel pre-gara. come a rincuorarmi sulla prestazione non eccelsa che avrei portato a casa.
che stupido!
come si può affrontare una gara del genere, così, per allenamento?
uno skyrunning non è una passeggiata, una scampagnata per provare le nuove scarpe.
eppure mi iscrivo quasi con poco affanno, e con la stessa sufficienza mi alzo alle 4 del mattino (mattino?) per raggiungere Vezza d’Oglio, alta valle camonica.
arrivo all’alba, fa freddo, ma solo per via della notte che se ne sta andando.
Incontro Francesco, tenace guerriero scaligero, e alcuni compagni di squadra, il Mexxina, franz lamicela e il biglio, che fanno la distanza più corta.
l’aria è frizzante e non solo per il meteo, il paese si è immerso nell’attività che lo vedrà occupato per tutto il giorno. qui la gente è davvero ospitale e disponibile (come poi si rivelerà effettivamente sul percorso), lontano da molti luoghi comuni sui montanari.
alla lunga siamo iscritti solo in 48. solo una seconda edizione, ma già dice la durezza che verrà…
si sale subito, su asfalto prima e mulattiera poi, verso il mortirolo, cima pagano la prima tappa. un tratto bellissimo che già mostra panorami mozzafiato e siamo solo ad un quinto di gara.
discesa spaccacollo, pascolo, lago alpino spettacolare, poi inizia il percorso duro. salita ostile, non durissima, ma il fondo è ultra tecnico e impedisce ogni distrazione (se non per prendere fiato).
si sale ancora (2600 circa mi indica il gps), siamo in montagna, alta, ormai. pietraie, cespugli di rododendro e ciuffi di erba che impensieriscono non poco: sconnesso e infido il terreno che a prima vista è liscio (quante volte sono inciampato e scivolato e sprofondato?). la stanchezza inizia a pesare su due fattori, principalmente: l’attenzione rivolta all’elevato tasso tecnico del terreno e la solita difficoltà dello stomaco ad accettare cibi solidi in situazioni di scarsa lucidità atletica.
sarà una banalità, ma è dura in gara ragionare sull’inutilità del cibo da masticare. quando te lo offrono, il calore delle persone scioglie la difficoltà della prova e la sicurezza delle tue opinioni, cedevole alle lusinghe e alle coccole (odddddio, come vorrei essere lì con voi seduto sulla panchina a bere una birra fresca, scalzo…)
tra il 25 e il 32km ci metto tre ore, nonostante frequenti saliscendi e discese a dirupo! penso di essere davvero un deficente per essermi iscritto a cuor leggero.
anzi un imbecille, senza tentennamenti.

l’ultima salita di 250m di dislivello è una parete verde. i bastoncini mi sono di aiuto, ma, lo stesso, mi devo fermare ogni dieci passi per calmare il battito altissimo. c’è un attimo in cui mi sdraio tra i rododendri, picchio la punta del bastoncino su un masso di granito e, imprecando, maledico il giorno in cui questa maledetta foga mi ha preso. “ma perché non corro qualche cazzo di km al giorno e stop? che bisogno c’è di arrivare a questo punto? non basterebbe solo un po’ di fitness?” intervallate da inenarrabili imprecazioni.

arrivo sopra (finalmente, e gli spettri della depressione se ne vanno come il migliore dei farmaci possibili), camminamenti della grande guerra, fortini, un ristoro con l’acqua che sa di muffa, ma basta per risanarsi la bocca. sono a quota 2500m, l’arrivo è a 1000 e rotti, 8km di tuffo!
tiro fuori le energie residue, e le p… (mi perdonino le signore in lettura), e galoppo al massimo. le gambe sono ancora perfettamente reattive (segno che (a) non ho tirato così tanto in salita e (b) sono comunque abbastanza allenato e ciò mi rincuora non poco). insomma a capofitto, in 30-35 minuti, sono all’arrivo.

“…al 34esimo posto, Krrrrrrrrrrrrrrrrommm!” e la folla applaue come se fossi il primo. sono passate 8 ore esatte dalla partenza. mi accascio contro una transenna.

certo un bell’allenamento. certo la strada è ancora lunga. ma un dubbio lo stesso mi assale: voglio davvero essere un ultra?

dati (fonte sportracks: 43.34km, d+2633m)

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5 pensieri su “sky runner. e ultra?

  1. Ottimo commento!
    Per il futuro non fasciamoci la testa, queste prove servono proprio per conoscere e gestire i propri limiti fisici (vedi stomaco….) ma anche mentali!
    le crisi vanno, vengono, ritornano, scompaiono…… anche questo fa parte del gioco.
    Arrivare in fondo è comunque andare alla grande!
    Alla prossima!
    Francesco

  2. grande Gualtiero!
    …non sono riuscito a vederti all’arrivo perchè per me già la mezza (27.6 km al mio gps) è stata una massacrata… quindi me ne sono andato strafelice per il mio risultato, 3:51’… ma l’importante è arrivare in fondo sulle prorpie gambe, no?
    …Per me bellissima ed impagabile esperienza, sicuramente da ripetere con un migliore e più adeguato allenamento, comunque buona la prima!
    Complimenti ancora!
    Mirko!

  3. Accidenti…
    Complimenti!
    Quando ti prende un dubbio del genere pensa, per un istante, a chi quelle gare non le fa.
    Tu sei lì anche per noi.
    Ciao,
    Ivano

    che correrà la maratona, e questa per lui è già una vittoria eccezionale

  4. appunto, come chi ha scritto sopra, “vincono tutti anche gli ultimi, perde solo chi non le fa”, intendendo chi non riesce a schiodarsi dalla poltrona…

    buon sport a tutti!

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