valpolicella trail

È ancora buio quando muoviamo i primi passi lungo le vie silenziose di Negrar. il bissogal mi guida sicuro sulle strade di casa.

parte così, il lungo definitivo per questa preparazione.
Un lungo ostico, perché fuori dalla mia “zona” abituale, forse meglio così. l’assenza di punti di riferimento ne fanno una continua scoperta e l’impossibilità di stabilire distanze, punti di arrivo, fontane, difficoltà e tutto.
tra i vitigni, boschi, strade e tanta campagna, il sentiero, le svolte, le biforcazioni, le cave, si sale e si scende. ci si tuffa sotto il ponte naturale della veia (è giusto il nome?), in canyon da fare invidia a Orzowei e alle giovani marmotte.

fino in lessinia, mentre il sole è salito parecchio, con i suoi tipici tetti di pietra. la boa di svolta, non di metà strada, è Erbezzo, ci arriviamo al km 42.2. una perfetta maratona, quota 1118m
una bella sosta con ghiacciolo alla menta che mi ritempra.
mi assale una voglia esplosiva di essere a casa. è la crisi dell’ultra che è lì, pronta ad accompagnarti e frenarti nei momenti più difficili del percorso.
iniziamo la discesa. che è un supplizio.
sempre la crisi, a braccetto con la fatica, mi impedisce, nuovamente, di digerire perfino l’acqua che ho bevuto a piccolissimi sorsi. all’ultima salita, circa al 52°km, il colpo finale: lo stomaco non trattiene più…
ancora una sosta, ghiacciolo al limone, stavolta. sto meglio, forse liberato da un peso, forse comprendo che manca pochissimo all’arrivo, forse…non so.
però non ho grandi forze per correre.
superiamo alcuni stupendi borghi e contrade che sembrano apparire dal nulla dopo un selvaggio boschivo o una ripa di rovi.
l’acqua delle fontane e dei lavatoi è un toccasana per le mie membra.
poi vedo il paese, Negrar di nuovo, l’arrivo stavolta, lì sotto.
saranno massimo 3km e sono arrivato. il cuore si apre, la mente respira e i fantasmi bui se ne vanno. riprendo a correre e mi scopro di averne ancora. la crisi è sparita, battuta, mi sento forte come mai. non vado veloce (non credo di avere molti liquidi dentro), ma la discesa mi aiuta. mi stupisco di stare ancora bene muscolarmente, di avere tutto a posto. persino la testa!

arriviamo. ce l’abbiamo fatta! grazie francesco!

in un certo senso, ultra lo sono già, me lo sento. mi manca la competizione, ma so che ce la farò.

su google earth: tinyurl.com/2v82bo

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2 pensieri su “valpolicella trail

  1. Davvero bravo Krom, bella prova, dai successi si cresce e ci si rafforza; l’agonismo su quelle distanze verrà con il tempo, ma non penso che sia poi così fondamentale ora ;)

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