Resisto dunque… [pt.1]

In un precedente post avevo già operato con taglia/incolla sulla presentazione del libro di Trabucchi “Resisto dunque sono”, Corbaccio, ISBN 979-88-7972-911-6
Per chi, come me, era/è all’oscuro del versante psicologico (la cui presenza ho sempre avvertito pressante, ma non l’avevo certo quantificata) nello sport di resistenza fisica, si tratta di un definitivo pilastro su cui anche basare i prossimi (spero tanti) programmi.
Il libro inizia subito descrivendo la resilienza psicologica e, ciò che è veramente rivoluzionario, che essa può, decisamente, essere allenata come un qualunque carattere fisico-atletico. Questo particolare pare sfuggente e non precisamente concreto, per ora almeno. Trabucchi afferma che l’essere umano è progettato (oddio, c’entrerà mica il disegno intelligente? :/ ) per affrontare e superare con successo lo stress. questa capacità, definita appunto resilienza, individua l’atteggiamento di chi fronteggia in maniera efficace le difficoltà che si presentano. Lo sport, e in special modo quello di resistenza, è paradigmatico di questo aspetto. Ogni atleta dovrebbe, per prima cosa, essere abile a fronteggiare lo stress e le difficoltà e, solo in seconda analisi, valutare le proprie capacità fisico-atletiche. Trabucchi evidenzia come la selezione sportiva premi oggi più il secondo aspetto rispetto al primo e perciò, a suo parere, questa potrebbe essere una causa rilevante della carenza di “campioni” nello sport.
si passa poi all’analisi dell’evento stressante verso il quale noi “non siamo vittime passive”, ma reagiamo, in qualsiasi modo e da ciò scaturiscono diverse conseguenze (non per niente il capito è intitolato “la dura legge del bicchiere mezzo vuoto”). La valutazione cognitiva è il modo in cui noi interpretiamo normalmente gli eventi, il modello che ci siamo costruiti del mondo. Essa determina la nostra risposta comportamentale, emozionale e perfino fisiologica agli eventi. Infatti le persone “non sono stressate dall’evento in sé, ma dal modo in cui lo interpretano”. una valutazione cognitiva errata, il modello che ci siamo crostruiti degli eventi, può renderci vulnerabili. Questo è il vero fulcro del libro. Le diverse valutazioni cognitive ci portano ad essere più resilienti e superare brillantemente le difficoltà, altre sono deputate, e da noi costruite, a salvaguardare la nostra autostima, il nostro ego, la nostra capacità di prendere responsabilità e, infine, risparmiarci sofferenza emotiva. Pare incredibile, Trabucchi cita alcuni esempi chiari, ma la diversa valutazione cognitiva degli eventi crea una conseguenza fisiologica che, in certi casi, può fare la differenza tra la vita e la morte.

[continua]

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4 pensieri su “Resisto dunque… [pt.1]

  1. Che “le persone non sono stressate dall’evento in sé, ma dal modo in cui lo interpretano” è una grande verità, purtroppo spesso lo stress ce lo auto-creiamo più o meno consapevolmente percorrendo la nostra esistenza a ritmi innaturali. E in questo caso (purtroppo) non mi sto riferendo al nostro sport preferito.

  2. su Correre di un paio di mesi fa si parlava di questi argomenti, che poi sono gli stessi di cui ho parlato in alcuni corsi che ho seguito in questi ultimi anni (applicati al mondo del lavoro ovviamente …)

    stavo quasi valutando l’acquisto di Mente & Maratona di Trabucchi e Speciani, ma francamente 25€ più spese di spedizione mi sembrano eccessivi (50 carte per un libro sono troppi …)

    questo libro mi sembra ricalchi il tema, ad un prezzo più abbordabile

  3. @ distinto: non sottovalutare nemmeno il libro di qualche anno fa di trabucchi, *la preparazione mentale agli sport di resistenza*. ottimo

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