Maratona di Brescia, pensieri ad alta voce!

Due maratone di otto giorni!

A volte mi lamento troppo. È certo, anche, che nella corsa i parametri di giudizio sono troppo soggettivi e percui si trova sempre di che lagnarsi: sempre qualcuno che va più veloce, fa meglio, si allena meglio, eccetera. Vale per me, come, immagino, per Baldini, Lel o l’ultimo dei tapasci. Oppure un dolorino che ti immagini già foriero di chissà quale disastro.
Oggi però sono contento. Ho fatto una maratona e, minimo di indolenzimento muscolare a parte, sto benissimo. Il che mi fa pensare che la mia anticipata ipocondria senile è appunto soltanto tale (nessun devastante “morbo”, nessuna patologia definitiva come nei peggiori incubi di noi allenatori-di-noi-stessi, tipo: “ma se questo dolore nasconde…”). Allenarsi con criterio, spero più vero che presunto, mi fa avere una sicurezza, forse illusoria e vana per adesso, mai provata.
Mi sto preparando. più lento (in corsa), ma più sicuro di farcela (in testa).

La cronaca:

Anche le condizioni meteo cedono il campo al nutrito drappello di valorosi freezoniani: sole e cielo azzurro per lo spazio giusto della gara. Brescia accoglie i quasi mille iscritti al doppio appuntamento della TEN e della maratona cittadina. Il sagrato del duomo si riempie di magliette colorate, canottiere, riti scaramantici, creme canforate e strette di mano. Come al solito, il momento migliore è incontrarsi, con chi si vede poco, con chi non si è mai visto e anche con chi si vede spesso ma fa sempre piacere. Sorrisi, risate, scongiuri riscaldano il cuore e la mente, per gli altri muscoli è meglio fare due passi. Siamo in ventiquattro iscritti, metà sulla dieci km, l’altra metà sulla distanza regina. Chi al debutto, chi deciso a limare il proprio pb, chi intenzionato a farla come allenamento senza ambizioni.

Poi c’è la gara che si scarica come una diga di colpo aperta su corso magenta!. Gara che si scalda subito, gara che, man mano passano i chilometri, senti consumarti con mille sensazioni che ti assalgono. a volte temi di non farcela, altre credi di poter allungare, ma la maratona è una bestia che non perdona perché impone la resa dei conti con te stesso, presto o tardi. una resa dei conti a cui non ci si può sottrarre. e forse proprio per questo porta inevitabilmente al cuore di se stessi, nudi alla meta oppure nemmeno.
Il suo fascino è proprio questo.
E Freezone incarna questo spirito, la prova è qui, in queste maglie intorno a me che fremono, stringono i denti, si disperano, sperano. e corrono scalfendo la suola delle scarpe sull’asfalto.
Passano i chilometri, alcuni lenti, altri non ti accorgi nemmeno, le spugne, i saluti, le bottiglie, gli incitamenti. il sole si alza mentre la campagna si apre come la vista sull’orizzonte. quando, sfiorando poncarale, si inverte la direzione mi si apre anche la mente, la ciminiera dell’inceneritore, così lontana, le amate montagne ancora di più.
Sempre più vicino, tutto, ciminiere sbuffanti, la città, il calore e l’arrivo, il traguardo. L’autostrada, brescia2, vie dai nomi noti, il parco gallo con la sua variopinta umanità.
ci siamo?
non giro più la testa indietro. alcuni amici hanno ceduto, altri saranno davanti, ognuno con la propria gara nella testa
repubblica, garibaldi, la straziante salita della pusterla, poi la discesa in cui spingere è un desiderio come il famoso treno che all’incontrario va
però ci siamo davvero, dannazione
zanardelli, x giornate, la loggia. finita!

Il dopo gara è una ricerca del rifugio, del leccarsi le ferite (togliersi una scarpa l’impresa vera!), del digerire sali, barrette ed emozioni… chi pensa più ai compagni di squadra? :)
Però, loro c’erano: Fabio Z. ha veramente dato onore ai colori che indossava per la prima volta, maestoso ed importante con la sua venticinquesima posizione assoluta (terzo tra i master over 35); a seguire tutti gli altri, bravissimi, anche chi non ce l’ha fatta.

perché ogni esperienza rafforza e la prossima nessuno di voi partirà da zero.
No surrender!

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2 pensieri su “Maratona di Brescia, pensieri ad alta voce!

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