Cro-Magnon 008: finisher!!! [2. parte]

La salita al passo, dicevo. Sale inesorabile, pochi tornanti, per il resto è un calvario, diritto verso il cielo. Arriviamo al passo, c’è il sole. Ora destinazione per la cima del cro: il corn de Bouq a 2455 m. Questa è vera alta montagna. Nevai che acciecano, pietre, pratoni. In alcuni tratti si può perfino correre, ma si fa sentire la pochezza dell’ossigeno, la quota. Respiro in profondità, ma manca davvero l’aria. Devono annotarmi di fare più allenamenti in alto, ho pensato.
Arrivati sopra, mi giro verso il mare. Il sole, va e viene, ma là in fondo vedo squarci dell’orizzonte azzurro. Lontanissimo, stasera sarò là.
Ora discesa non molto difficile con molti falsipiani corribili. Ruscelli con acqua che rinfresca, il belato urlato di un gregge che tutti, tutti, scambiamo per incitamento, no, ragazzi, il rifornimento è ancora lontano. Aggiriamo una valle che pare non avere fine. C’è un forte in lontananza. Ma dai, mica dovremo arrivare fino là? E invece la strada sale in quella direzione. È brutto vedere il sentiero per qualche chilometro davanti a te, da’ un’idea della fatica immane che è da compiere: lunga e senza fine!
Arriviamo a questo colle. Discesa. Mi pare di riconoscere il posto. Siamo quasi all’Authion. Il ristoro a metà strada.
Bambini che incitano, mi lascio commuovere. C’è ogni cosa immaginabile da mangiare. Ci si cambia. Tolgo le cose lunghe e metto quelle corte: il clima potrebbe anche scaldarsi di brutto, la parte alpina è finita, ora, tra poco, inizierà quella mediterranea. Telefono a barbara. La sua voce mi da’ serenità ed energia. Poi lasciato il controllo mi immetto nel bosco di nuovo solo.
Un nebbione, qualche goccia di acqua, strada corribile. Siamo nel parco del Mercantour. Sotto ogni tanto si vedono squarci delle valli verdi e rigogliose e selvagge.
Il sentiero è tutto corribile, le salite sono lievi e brevi. Non ho riferimenti da narrare, la percezione delle cose è solo quella che ho intorno. Boschi, umidità, le voci di chi mi precede o che mi è dietro. Inizia la lunga discesa verso Sospel. Prima stupenda nel bosco di pini e faggi, poi la vegetazione cambia si fa bassa e rarefatta, è la macchia. Pini e ginestre in cui il sentiero serpeggia, a volte ripido, a volte dolce.
Il sentiero si fa strada in terra battuta alternando asfalto, poi tutto asfalto, infine il fondovalle è lì di fronte a me. Sospel, bel paesino. La piazza, gli applausi dei volontari. Bevo un goccio di birra analcolica, qualche albicocca secca, un bicchiere di acqua frizzante. Riempio il serbatoio con la polvere energetica e i sali.
Mi rinfresco la faccia e i polsi nel lavatoio. Vedo i km mancanti sul road book: sono 30, più o meno. Bene, 30km sono molti, ma non tantissimi. Ormai ho la certezza di arrivare.
Tuttavia, appena lasciato il paesino, la salita è di quelle che fanno esplodere i polmoni, mezzora? Forse di più… Poi, lentamente si abbassa la pendenza e si riesce a corricchiare. Una discesa in una pietraia che mi piace. Ma al termine di questa, mi fermo, e vomito la prima volta, solo liquidi. Bestemmie. Cosa diamine è successo?
Mi siedo un attimo. Cercando di riprendermi. Prendo un pezzo di liquirizia e inizio a succhiarlo. Mi pulisce la bocca e mi da’ la carica. Riprendo prima a camminare poi a correre. Dopo cinque minuti riprendo a bere, tipo un cucchiaio di acqua, vedo che non ha effetti deleteri. Ogni 5 minuti bevo. Dai, che è passato. Passato il Castillon, la strada è ormai circondata da vegetazione mediterranea. Sono spossato, ma almeno quella chiusura allo stomaco sembra passata.
Il mare sembra lì, ma lì davanti c’è Menton, la valle è un’altra.
Ormai dovrebbe mancare poco al ristoro del col des Banquettes. Ci arrivo. Qui so di avere fatto una stupidaggine. Bevo un bicchiere di coca. Non mangio niente, non riempio il serbatoio di acqua fresca. E riparto! Scemo!!!!
Appena dentro nel bosco per l’ultima decisiva salita vomito di nuovo, ma stavolta è una mazzata. Di quelle da cui non mi risollevo facilmente. Sono lì per tornare indietro e alzare bandiera bianca, ma no, mi dico, ritirarsi adesso per lo stomaco sarebbe un disastro. Un disastro totale, altro che waterloo. Qui bisogna uscire, radunare le forze e passare al contrattacco. Che è finale e decisivo. Stalingrado!!! Mi viene da cantare una vecchissima canzone degli stormy six. E così, passo da infante. Scarpino su per il roccioso Baudon. Due chilometri e rotti di salita. La fortuna è il meteo che regala aria fresca e riparo dal sole.
Due chilometri che non passano più. Di calvario puro. Poco prima della cima getto di nuovo, non so bene nemmeno io cosa. Mangio un’altra liquirizia. E mi appresto a raggiungere la cima spronato da Gabriele che mi ha raggiunto. Lui sì che ha energia.
Riprendo un po’ di lucidità.
Necessaria per la discesa iper-tecnica sul franato roccioso. Temo per chi questa discesa la farà di notte, o peggio ancora con il bagnato. Però velocemente raggiungo il fondo del versante. Bellissimo panorama sulla costa azzurra illuminata dal sole. Riconosco l’Esterel.
Davanti a noi la sommità delle gigantesce antenne della Radio di Montecarlo. Antenne che fanno paura per quanto svettano esili nel cielo. Le scavalchiamo. Il sentiero scende sul lato ovest. Il mare è lì, ma è lontano davvero. Di nuovo un saliscendo nella macchia. Profumi di menta, lavanda e mille altre erbe che non riconosco, ma sono spaventosamente belle.
Passiamo accanto ad una rupe su cui si stagliano degli osservatori, forse astronomici. Alcuni bunker, credo antecedenti la seconda guerra.
Strada asfaltata e i campi di golf di montecarlo. Non avevo mai visto un campo così grande. La strada si fa odiosa, in discesa serpeggiando tra le varie buche, dai ‘par’ incredibili mi pare.
Finalmente un sentiero. Le auto di La Turbie sono vicine. Il suo promontorio è lì, Cap d’Ail e lì sotto. Lì sotto, ca**o!
Ultimo ristoro, un sorso di acqua fresca. E via verso la fine. In mezzo al borgo antico. E finalmente l’ultima rupe da discendere. Sotto c’è il principato con le sue sfavillanti ricchezze. Il promontorio di montecarlo, con il palazzo del principe, i suoi luccicanti porti, le gigantesche navi.
Il sentiero è a capofitto lungo la rupe che precipita sul mare. Poi finalmente le ville, asfalto, la moyenne cornice da attraversare, le scalinate.
E davvero infine: il rumore della battigia sugli scogli. CI SIAMO!!!
Accelero. Non so da dove esca questa corsa sciolta. Sono arrivato. Sono arrivato. Francesco mi aspetta. Grandissimo. La spiaggia. Il nome. Gli applausi dei 2 gatti che ci sono mi sembrano mille. Mi sdraio sulla spiaggia… È fatta!!!!
La doccia, acqua e limone. Una nuova sboccata. Ma ormai chissenefreaga. :)
Me ne vado a dormire. Mentre zig-zagando verso il basso sulla rupe vedo le frontali di chi sta arrivando. Mi addormento, stanco, ma beato come mai, un po’ come dopo avere fatto sesso, di quelle sessioni che ti lasciano spossato, ma felice.
Il sonno è breve, c’è un gallo che alle 3 inizia a cantare, la gente che continua ad arrivare. Mi precipito in cucina e mangio, mangio fino allo stufo, roba leggera, ma davvero liberatoria. Alle 7 il sole è alto, mi pare che il giorno non sia mai finito, mai notte più breve.
Si saluta, si incontra gente vista alla partenza, si parte. Addio cap d’ail, addio cro-magnon. Questo sogno inseguito un anno e mezzo è concluso, realizzato e questa è la felicità maggiore
Grazie a tutti quelli ho visto e conosciuto, mi hanno sostenuto, mi hanno accompagnato, e anche a quelli ha casa che mi hanno sopportato. E supportato.

Per Crom!

Annunci

12 pensieri su “Cro-Magnon 008: finisher!!! [2. parte]

  1. caro Krom, ma quando ripartiamo??
    Sono stupito dall’effetto Cro e dato che sono un neofita della categoria Ultra vorrei capire. E’ normale che solo dopo poche ore di sonno sia già a pensare a che uscita fare sabato/domenica. Bo?? Forse sono solamente innamorato di questa splendida natura incontaminata che le ultra e gli allenamenti di preparazione mi portano ad assaggiare ed amare lentamente, con gusto. Promuoviamo e facciamo crescere la cultura per questa fantastica disciplina.
    A presto

  2. caro Krom, ma quando ripartiamo??
    Sono stupito dall’effetto Cro e dato che sono un neofita della categoria Ultra vorrei capire. E’ normale che solo dopo poche ore di sonno sia già a pensare a che uscita fare sabato/domenica. Bo?? Forse sono solamente innamorato di questa splendida natura incontaminata che le ultra e gli allenamenti di preparazione mi portano ad assaggiare ed amare lentamente, con gusto. Promuoviamo e facciamo crescere la cultura per questa fantastica disciplina.
    A presto

  3. Bellissimo report-narrazione, mi hai fatto venire i brividi e … vabbè lo ammetto, mi si sono un po’ inumiditi gli occhi immaginando la tua felicità durante e dopo. Bravissimo :)

  4. Bellissimo report-narrazione, mi hai fatto venire i brividi e … vabbè lo ammetto, mi si sono un po’ inumiditi gli occhi immaginando la tua felicità durante e dopo. Bravissimo :)

  5. Che dire caro Krom, penso sia scontato affermare che hai compiuto un’impresa che solo pochi “eletti” possono affermare di aver portato a termine. Quello che più mi stupisce in te, oltre alla preparazione fisica dal punto di vista strettamente sportivo, è la grande forza di volontà dimostrata anche quando le circostanze sembravano giocarti contro. E personalmente ti apprezzo molto quando dici, cito le tue parole, che in futuro vorrai “interpretare una gara di questo tipo ad andatura più tranquilla, turistica, mi prenderò la fotocamera, così avrò la scusa di andare più lento, eventualmente alla fine premerò il pedale. Solo così penso di sopravvivere al meglio. Altrimenti, davvero, la distanza così elevata non fa per me e punto. Un percorso di 30-40-50km con scoperte di luoghi e tracciati è divertimento al 100% ed è l’ideale, così vedo il mio futuro trail”.
    Solo i grandi, come persone prima che come atleti, al raggiungimento di un obiettivo importante sanno fare un passo indietro (ma sarà davvero indietro oppure lo è avanti ?). Concludo dicendoti che per il sottoscritto rappresenti ormai da tempo il principale punto di riferimento nel mondo della corsa e mi auguro di raggiungere prima o poi non i tuoi risultati, per quelli sarà pressochè impossibile, ma la serenità sportiva (che definizione strana…) che ti contraddistingue.
    GRANDE.

  6. Che dire caro Krom, penso sia scontato affermare che hai compiuto un’impresa che solo pochi “eletti” possono affermare di aver portato a termine. Quello che più mi stupisce in te, oltre alla preparazione fisica dal punto di vista strettamente sportivo, è la grande forza di volontà dimostrata anche quando le circostanze sembravano giocarti contro. E personalmente ti apprezzo molto quando dici, cito le tue parole, che in futuro vorrai “interpretare una gara di questo tipo ad andatura più tranquilla, turistica, mi prenderò la fotocamera, così avrò la scusa di andare più lento, eventualmente alla fine premerò il pedale. Solo così penso di sopravvivere al meglio. Altrimenti, davvero, la distanza così elevata non fa per me e punto. Un percorso di 30-40-50km con scoperte di luoghi e tracciati è divertimento al 100% ed è l’ideale, così vedo il mio futuro trail”.
    Solo i grandi, come persone prima che come atleti, al raggiungimento di un obiettivo importante sanno fare un passo indietro (ma sarà davvero indietro oppure lo è avanti ?). Concludo dicendoti che per il sottoscritto rappresenti ormai da tempo il principale punto di riferimento nel mondo della corsa e mi auguro di raggiungere prima o poi non i tuoi risultati, per quelli sarà pressochè impossibile, ma la serenità sportiva (che definizione strana…) che ti contraddistingue.
    GRANDE.

  7. Bravo Krom.
    Non era facile far fronte alla sitazione meteo di quest’anno, anche se vi abbiamo dovuto modificare in meno la liunghezza della prima parte. Bravo tu e tutti coloro che ce l’hanno fatta!
    Ho letto che qualcuno ha commentato che per non annullare il CRO in caso di neve basterebbe trovare sentieri alternativi più bassi.
    No, non è possibile.
    Per arrivare a Cap d’Ail si devono valicare le Alpi: sostanzialmente quattro creste, e ci devi passare di li’ non c’è alternativa, la prima con minimi 2000 m di altitudine, la seconda 2100, la terza 2000, più il Baudon, a 1200 m. Questo è il CRO.
    Arrivederci
    Pietro

  8. Bravo Krom.
    Non era facile far fronte alla sitazione meteo di quest’anno, anche se vi abbiamo dovuto modificare in meno la liunghezza della prima parte. Bravo tu e tutti coloro che ce l’hanno fatta!
    Ho letto che qualcuno ha commentato che per non annullare il CRO in caso di neve basterebbe trovare sentieri alternativi più bassi.
    No, non è possibile.
    Per arrivare a Cap d’Ail si devono valicare le Alpi: sostanzialmente quattro creste, e ci devi passare di li’ non c’è alternativa, la prima con minimi 2000 m di altitudine, la seconda 2100, la terza 2000, più il Baudon, a 1200 m. Questo è il CRO.
    Arrivederci
    Pietro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...