Mai così corto: il miglio

Mai sceso in pista per distanze così brevi. boh, forse alle medie, alle superiori, “costretto” dai molti prof, data la mia gracilità e magrezza, a “fare sport” (ah, se potessi incontrarli adesso… quante legnate che gli darei, ma questa è un’altra storia).
Venerdì a Rodengo Saiano, bel paesino, sito cluniacense, dominato dall’abbazia: c’è l’annuale gara del “miglio sotto le stelle”, dagli esordienti fino ai senior, tutte le categorie federali.
il miglio mi riporta ai miei primi ricordi di atletica, di sport, al film “momenti di gloria” con lo stupendo tema di Vangelis a fare da sfondo. mi riporta a Ovett, Coe, Cram (i miei primissimi eroi sportivi dopo i calciatori), le loro sfide, le loro canottiere bianche con le strisce rossoblu, o anche in bianco e nero (ma allora c’erano meno vaccate in tele che i meeting si vedevano in prima serata?). un ritorno agli albori dell’atletica, una distanza antica, perduta e un po’ epica, almeno quanto la maratona.
le gare delle varie categorie sono brevi ovvio e così, concitatamente, ci troviamo a riscaldarci per bene. allunghi, stretching. man mano che si avvicina la mia batteria (dove correranno assieme TM e MM35) il cuore si infiamma, le gambe invece sono molli. Appello, rispondo con il pettorale, mi metto in seconda linea tanto qua sono tutti più forti di me. Lo sparo. sono poco più di quattro giri e, data la mia inesperienza, li intendo fare a tutta, tutto quello posso dare si capisce.
il primo giro a 1’17”. eccellente. il secondo giro 1’18”, ottimo, se continuo così mi avvicino ad un bel tempone per l’esordio. il terzo giro la musica cambia. spingo, ma la falcata è pesante, mi superano 1, 2, 3 podisti. cavolo 1’33”, così, ti lasci andare così?
campanella dell’ultimo giro. la rabbia e l’orgoglio premono sui muscoli e allora via. riprendo il controllo di tutto il movimento che mi viene rotondo nonostante il cuore e i polmoni cerchino spazi che non ci sono. supero due morti che stanno peggio di me e mi avvio all’ultimo centro metri che mi pare di planare verso il traguardo. il crono mi segnala 5’18”, ma in classifica mi segneranno penultimo a 5’22″e rotti, boh. stramazzo al suolo, sull’erba umida e inspiro l’aria fredda della sera. non credevo si potesse arrivare allo stremo in una gara di 1609 metri.
il vincitore della batteria, per la cronaca ha tagliato in 4’48”.
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5 pensieri su “Mai così corto: il miglio

  1. SOLO PER LA PASSIONE E L’IMPEGNO MERITI UN 8 SEI DURO A MORIRE COMPLIMENTI CIAO DA ALBERTO LORENZONI”LORENZ RUN” TRAIL RUNNING BRESCIA

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