sul Guglielmo, dalla notte – fonda – fino all’alba!

Ogni anno è piacevole lasciarsi conquistare da questa faticaccia notturna. Mi spiego: durante la prima luna piena dell’anno ci si organizza per effettuare un’ascensione sopra la montagna che domina tutte le prealpi bresciane, il monte Guglielmo. Ascensione che stupisce sempre, sarà per la ponderosa salita, sarà per il buio squarciato dal cono della frontale, sarà per il meteo sempre cangiante che permette punti di vista diversi. per la verità a volte non si vede una mazza, ma, a suo modo, è un bel dettaglio.
Stavolta immagino una spessa neve perfino dal parcheggio di partenza e percui mi attrezzo con un paio di racchette, ciaspole per qualcuno, decathlon, mica roba costosa. Sono enormi e pesanti, fatico a sistemarle fuori dallo zaino e persino a pensare di camminarci senza fatica.
In effetti la neve c’è, compatta, già sul sentiero carrabile, non così tanta come potevo desiderare, ma c’è. Essendo pesta e aderente rimando l’inserto cibernetico ai piedi. E si sale senza grosso sforzo, senza tanto ritmo. i bastoncini sostengono equilibri e spinte e già li trovo insostituibili.
Sono nel gruppo di testa, io e Matteo siamo i più vecchi, segno che (a) ci sono ragazzi disposti a questa “bravata” che però costa sudore e (b) non sono poi messo così male a livello aerobico :)
Sbucando dal bosco, la neve inizia a essere fastidiosa e non più affidabile, inoltre siamo già a 1500m di altitudine e non è più il caso di recalcitrare.
mi fermo a bere e mi infilo queste zattere. la prima volta che le vidi ero bambino, zagor, albo “eskimo” (può darsi?), sembravano robe da tennisti con il manico tronco. niente a che vedere con queste escrescenze in PP e acciaio inox. scettico e molto.

e invece le padelle, passato l’impaccio dei primi passi, senza portare il cuore alle stelle mi danno un’aderenze insospettabile. salgo come un 4×4, anzi senza farmi di idrocarburi. traccio una via quasi verticale o uno zig-zag impercettibile e avanzo. supero alcuni ansimanti giovincelli, ma senza aria da gradasso, sono proprio le ciaspole che mi fanno arare il tappeto di neve secca e ghiacciata. Giunto alla sella. ormai sono quasi in cima. ultimi 200m di dislivello.

Vedo le stelle, ho l’occasione per ammirarle e allora scandaglio la memoria alla ricerca del mio passato astrofilo: più o meno riconosco tutto quello che vedo, almeno quelli più luminosi e le costellazioni. Dietro la chiesa del redentore (la cima), a est, spunta lo scorpione con la sua Antares. e il bagliore dell’alba ancora circoscritto a pochi gradi di ampiezza. la luna, dietro di me, è gigantesca. Spengo la frontale e mi tuffo nel riflesso dei cristalli. una rockstar in un folla oceanica di flash piccoli e lontani. qualcuno mi dica che non gradisce la solitudine… spacca, ragazzi. trovarsi nel silenzio assoluto, immersi nei soli propri sogni e pensieri e lasciare che questi si muovano e guidino la mente. che cosa fantastica… vale davvero tuttala felicità del mondo.

Arrivo sopra, all’orizzonte una linea arancio si sta per delineare, la pianura scintilla di un miliardo di luci.
luce che pano conquista tutto, inesorabile, prima le alpi, alle spalle iniziano a brillare di rosa, arancio, la pianura è grigia, nera, blu.

le facce diventano visibili, il caffè del bollitore rinfranca esofago e stomaco e l’euforia si irraddia in tutte le membra nonostante il freddo (-5?).
bellissimo. quasi quanto la discesa sempre a tuffarsi nella neve e le racchette ad ancorare i piedi al polverone farinoso.
scendendo trovo la traccia per un nuovo sentiero segnalato, da provare al disgelo, immagino un anello di 20-25km in quota che pare molto allenante.

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5 pensieri su “sul Guglielmo, dalla notte – fonda – fino all’alba!

  1. Ma che belle cose riuscite a fare….vi faccio i miei complimenti…io vivendo una ventina di metri sotto il livello del mare me lo scordo il chiarore del giorno che nasce visto dall’alto.

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