trail notturno 9 gennaio

Rispondere al richiamo degli amici del TRB è un attimo. soprattutto se attrae lo scenario dell’allenamento: una corsa in notturna, nella neve per giunta. Insomma una fascino irresistibile.
Un po’ meno irresistibile la voglia di scappare dal lavoro, da casa, lasciare in balìa i nani, e raggiungere Bovezzo, alle porte nord di Brescia, poco prima dell’ora di cena.
Comunque, che ne so, il traffico prende una pausa, in autostrada e sulle provinciali e arrivo quasi in orario.

Nonostante il freddo che scotta e irrigidisce gli arti si parte scherzando con la salita che impone attriti da equilibristi e parole ansimanti. Raggiungiamo in breve la prima neve che via via aumenta di spessore e di immacolatezza.
nei brevi tratti pianeggianti si corre cercando la massima aderenza (per l’occasione ho sfoggiato l’ennesimo paio di merrell spigolosamente scolpite nuove di zecca).
Attraverso varie ondulazioni si raggiungono i 20 cm di spessa coltre, vergine, fecola di ghiaccio, in cui il piede affonda con poca pietà per il mio/nostro sforzo.
La nostra metà iniziale è visibile nel chiarore ovattato della sera innevata, ma purtroppo mi sembra parecchio lontana. è lo stesso pensiero dei “locali” che iniziano a credere di desistere e dirottare altrove il percorso della serata. in effetti il tempo si dilaterebbe molto, troppo, con qualche eccessivo rischio visto il freddo e lo spessore crescente del manto.
è breve la decisione, per il monte Palosso notturno troveremo un’altra occasione.
In un tratto la strada torna battuta e via che si può allungare il passo e la corsa, finalmente.
Poi raggiungiamo la sommità del colle con annessa chiesetta, chiusa, ma l’appetito crescente mi evoca che all’interno, nascoste dietro un misero altare si trovi, nell’ordine: una porchetta calda, un litro di vin brulé bollente e un letto di sfrigolanti patate dorate al forno… mmmmmmmhhhhhhh!
Ora inizia la parte notevole, la più divertente: la discesa.
Tra riporti nevosi in cui la gamba sprofonda interamente, curiose creste formate da sferzate di vento; lo stesso vento che blocca concrezioni di ghiaccio simili a onde, un mare bianco dove la luna, limpida, fa brillare le microscopiche gemme. alzare le ginocchia e lanciarsi in avanti è davvero, letterale, un gioco da ragazzi, l’avvicinarsi dell’agognata cena un altro punto di gioia. :)

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