Mi dispiace davvero

In un mondo perfetto non avrei mai voluto che un blog di corsa diventasse un blog di (mia comunque e null’altro) opinione. Però vi piaccia o meno, la situazione è davvero critica e sento di non poter continuare poi molto a parlare di corsa come se nulla fosse.

é la terza volta nel giro di pochi anni che l’argine viene prepotentemente rotto e poi con un trasformismo tutto italiano pare tornare come prima. o forse no. qualcosa si sposta sempre oltre. un po’ quello che diceva il valli. qualcosa si è continuato a spostare, sempre più in là, e noi a fare spallucce, che è un episodio e niente di più e invece.  invece la spirale si è avviata da tempo e pian piano, senza che ci siano fanfare, sigle o reclame, ci ritroveremo lì e magari non ci darà troppo fastidio, solo avremo un giardino largo 3×3. o giù di lì. insomma un piccolo orticello di libertà, in cui forse coltivare nemmeno tutto quello che si vuole.

la prima volta fu l’irruzione notturna alla Diaz in quello squallido luglio del 2001. certo, un fatto, che c’entra pure nulla. però se ci pensate bene quella notte ci fu una clamorosa rottura dell’argine. qualcosa che io, e spero non da solo, non pensavamo possibile nella nostra repubblica. o forse qualcosa che non avevo mai visto, una eco dall’Argentina, dal Cile, forse anche quella scellerata carica con i blindati di Cossiga a Bologna nel 77. cose, per me, dell’altro mondo. e invece… successe proprio qui. e con una violenza inaudita.

poi tornò tutto normale

altro strappo: aprile 2006. la notte dopo le elezioni.  la mal sopportazione dei limiti istituzionali è un dato di fatto del nostro reginetto-sole.  quella volta la fece grossa, fu solo per un pelo che non andò oltre. io continuai a tremare. quell’uomo pareva davvero incapace di fermarsi. se per la storia della diaz iniziai a sospettare che la deriva autoritaria era dietro l’angolo, qui quella sensazione si fece materiale, invero dopo una serie strabiliante di colpi legiferati pazzeschi. vera paura e non sto scherzando. Paura che si disfece, che divenne etere solo per l’avvento della mini stagione prodiana, che se pur partita con la peggiore delle situazioni (una risicatissima maggioranza) mi fece procastinare. appunto:

tutto tornò per un poco, ancora normale, accettabile.

Arriviamo a venerdì. chi sa i calcoli suoi e dei suoi consiglieri. chissà perché forzare la mano proprio ora, su una questione davvero individuale, davvero privata, davvero. la storia è nota, o lo sarà del tutto tra qualche anno. il reginetto spinge come mai una legge, che nemmeno i suoi vorrebbero. una legge inutile e stupida che davvero non salva altri culi che forse solo il suo. io non ho mai visto una legge presentata e approvata in tre giorni, nemmeno in Svezia, per dire. eppure questo mostro di comunicazione tira fuori di nuovo il coniglio: lui è per la vita, quello (il padre) lo fa per togliersi un fastidio, quasi…

bah. credevo di vivere in un’epoca in cui tutto era compiuto e metabolizzato, la dittatura, le chiamate alle armi, religioni, e quel che è peggio pure gli stati, incaponirsi e sovraporre peccati e reati, subentrare prepotenti nella cosa etica, personale di ognuno. pazzesco.

qui ogni giorno si scivola ancora di più verso il totalitarismo e lo vedremo proclamare mentre noi ci si reca al lavoro per un’altra uguale giornata.

arriverà e non mi avrà visto tra i suoi oppositori.  o se mi vedrà sarà forse troppo tardi per scegliere tra me e i miei figli e allora di nuovo starò zitto, con qualche ragione  in più, però.

scusate. dovevo scriverlo perché rimanesse.

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5 pensieri su “Mi dispiace davvero

  1. ho incominciato a leggere di krom perche ho incominciato a correre per colline…
    e ho incominciato a correre per colline da quando scappando, innocente e democratico, per le strade della mia Genova del luglio 2001 ho sentito che:
    non avevo piu’ fiato e…
    forse a breve ci sarebbe stato da ritornare a correre in alto (Fenoglio docet).
    Oggi continuo a leggere krom e rispondo al post rigraziando perche anche in un blog di corsa si parla con un opinione che non e’ anesteticamente allineata.
    E’ importante un buon consiglio sulla scarpa da calzare nelle mie onanistiche faticate, stimare chi ha scritto il consiglio lo e’ anche di piu’.
    Unsaluto

  2. Io faccio onestamente fatica. Sarà il depauperamento politico che c’è all’opposizione, nella sinistra, ma ritengo sia difficile fare una vera opposizione concreta, o addirittura costruttiva: mi sembra che siamo dei piccoli Don Quijote. Certe volte ho l’impressione che siamo ossessionati dall’attuale presidente del consiglio più del dovuto, altre mi sento smarrito ed impotente. Vabbè, sarà un mio limite, ma non credo sia solo un’ossessione priva di fondamento. Comunque per rincarare la dose leggevo oggi al solito uno dei miei siti preferiti http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Pensierini_/2009-02-09%2006:43#body
    Alcuni commentatori ipotizzano che non solo SB conosca bene tutte le strategie di comunicazione (ovvio, è il suo mestiere e probabilmente è uno dei migliori al mondo nel farlo) ma che sta applicando seriamente e coscientemente le metodiche di controllo e diffusione dell’informazione teorizzate da Orwell in 1984. Me lo dovrò rileggere, o forse no che mi verrebbe paura.

  3. Sono appunto alcuni fattori che mi portano a pensare le cose scritte sul post (ovvero in sintesi il brivido di un totalitarismo incipiente, strisciante, non annunciato da marce e squilli).
    uno è la pochezza della politica rappresentativa. un’altro è l’attitudine all’essere squalo, al farsi “da se e alla svelta” del Nostro, e poi la prepotente crisi economica mondiale.

    il discorso sarebbe davvero complesso da approfondire, ma io ho seriamente paura!

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