Come un messaggio in una bottiglia

Ieri sera mio padre mi chiede di andare in cantina a prendere una delle sue sedie pieghevoli. scendo.

il mio occhio cade su un armadietto con cassetti. un cassetto mi ricorda qualcosa, qualcosa dei miei giochi da piccolo. lo apro e dentro ci trovo un evidenziatore azzurro di quelli grossi tipo stabilo e poi un’astronave da uovo kinder.

L’evidenziatore non è più tale, non lo è mai stato nella mia fantasia: ci sono disegnate sui lati parti tipo carlinga di nave spaziale, boccaporti, tubi, cannoni, sigle e codici e bandiere di qualche ignota (adesso che sono grande) federazione.

Quel cassetto, mi torna in un lampo in mente, era una delle mie basi spaziali. ed era esattamente come l’avevo lasciata chissà quanti anni fa, sistemata lì, così un giorno. Forse mia madre mi aveva chiamato, forse dovevo fare i compiti, forse c’era qualcosa alla tele. Quel cassetto si chiuse quel giorno.

che non sospettavo fosse l’ultimo di quel mio gioco.

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