la mia idea di silenzio

Ispirato da La bella e la bestia ho provato a pensare al mio Silenzio.

Oggi correvo per la solita corsa lenta del lunedì. Nuvoloso e vento freddo e tagliente e cattivo. Solo una maglietta nemmeno aderente e un micropile mi separavano dalle folate gelide. Però sudavo lo stesso.

Nelle mie orecchie il vento soffiava sibilante, altro che Nautilus :),  ogni tanto unito al bussare lieve del cuore dalle tempie.

ecco. Per me il vuoto, il silenzio, il silenzio non esiste. Compreso e compresso dall’assoluta estremità dell’infinito. La vita, quella “udibile” sta esattamente nel centro tra John Cage, ovvia citazione, e il suo opposto Lou Reed, quello di Metal Machine Music. Non esiste l’uno, non esiste l’altro, nella realtà quotidiana. Perfino qui sul tavolo sento il russare sul divano di Nicola, il crepitare sordo del disco fisso, il ticchettare aritmico delle mie dita sulla tastiera, un aeroplano in atterraggio, la vecchia di sopra che sposta il puff di fronte al divano, un’auto che frena sulla strada.

Beh, ma questo è il rumore, di fondo, della “civiltà”.

Può essere, ma quando sono nel bosco, la musica non cambia, è la gomma delle  mie scarpe che plana soffice sulla terra scura e torbata, o si inzuppa splasciando nel fango o crepita della rottura di un rametto, un merlo che fugge, un altro fruscìo  sulla destra, il gracchiare furioso di un fagiano.

E su tutto, sempre, bosco o casa, l’ansimare più o meno accelerato e  il cuore più o meno musicale. a volte perfino l’urlo caotico e frattale dei miei pensieri.

il silenzio è relativo. il rumore un po’ meno.

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3 pensieri su “la mia idea di silenzio

  1. C’entra poco, o forse no, ma cmq era un po’ che volevo parlartene. Ricordi i mille post/thread sull’uso del lettore mp3 in allenamento/gara e quant’altro. In linea di massima non sono contrario a nulla che non leda la libertà di tutti e in generale sono per un uso saltuario del lettore durante le corse.
    Spesso corro su strada e lì i rumori non sono mai relativi. Da qualche giorno sto riusando il lettore proprio per subire il meno possibile le offese acustiche: in pausa pranzo poi c’è molto movimento sull’asfalto. Il problema di base era “E mo’ che musica carico? Quale genere/musicista/complesso non disturba troppo il ritmo cuore/passo??”
    Be’ Krom, scorrendo lo storage degli mp3 il puntatore cade sulla cartella Classica, la apro e copio-incollo nel lettore la cartella Chopin “Dai proviamo!”. Esco a correre e FOLGORAZIONE: la pace, cioè niente rumori molesti e la musica di sottofondo che mi da un senso di levità mai provato prima durante una corsa con cuffie.
    Insomma tutto questo per dire che forse ho trovato il modo per sconfiggere efficacemente il casino della strada durante una allenamento senza fare troppi danni alla
    percezione della propria “ritmica”.
    Ciao e scusa in commento prolisso ;)

  2. io prediligo la corsa su strade poco affollate e ho la fortuna di poterlo fare. Però anche io ieri pensavo ad una musica, tendente al minimale (avevo in mente Eric Satie o Brian Eno), pensa: suoni (anche se rarefatti) per azzerare altri suoni. alla fine è un imporsi degli uni sugli altri (per volume timbro e/o ritmo).
    Il silenzio non esiste.

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