10k e 7 giorni, per imprecare

piazza duomo
In piazza duomo (15/3/2009)

Grandiosa prova quella di domenica scorsa alla Brescia ten. Sì grandiosa la prova del neurone, l’unico, che mi gestisce le sinapsi.

Prima resto intruppato nelle retrovie. e vabbene. poi dopo 25 secondi persi nell’oltrepassare la linea di partenza >__< ecco cercare una disperata rimonta tra lumache e lumacotti. Certi non andavano nemmeno piano, era il loro giusto ritmo, però porcazucca…Poi il neurone, scaltrissimo, dice che è ora di scendere in campo, che il sole è sorto da mo’: supero uno della mia squadra e gli faccio: “occhio, Angelo, facile che più avanti ci siano i paletti metallici che delimitano la strada”. ragazzi, riuscireste a dirlo mentre cercate di correre oltre i 15 km/h? No? Beh, ve l’ho detto, il Solitario è in gamba, le studia tutte.
Forse era tutto gasato di averla detta comprensibile, di esserci stato dentro, come in un spot… Forse pensava già di copulare con qualche sua amichetta laggiù nel buio del cervelletto…
Corso Magenta passa di fronte al conservatorio e lì il pilone si materializza, di ghisa, statico e fisso, provateci a smuovermi, pare che dica. L’idiota non sa che qualcuno vuole provarci a sradicarlo.
Ci sbatto di punta con l’alluce destro, e poi di striscio l’anca. Bestemmia. il dolore è di quelli che spaccano. riesco per miracolo a stare in piedi, altrettanto cerco di non perdere il ritmo e continuare la progressione.
Stringo i denti, lo farò per i successivi 9,5km. Perchè il dolore picchia, martella.
Supero quasi tutta la gara, perfino un’onesto sprint a XXX di media (l’ultimo km). No, va bene, perdio, sono allenato avrei potuto sventrare il muro dei 38′. ma porcalamiseria. sopra il tappeto scivolo ancora bene, ma il mio occhio cade mesto sul display ufficiale… sigh!
togliendomi il chip guardo il dito che ha un colore tra il viola e il nebbiolo. urla.
anche se le smorfie sono mitigate dal sontuoso stand di Freezone. Magici i miei compagni di squadra, alcuni sono stati maestosi. Poi bollicine francortine e pane e salame. i sorrisi e i volti felici.
A casa mi proietto al PS, pensando ormai alla frattura. No, il referto mi vuole bene: solo un trauma contusivo, 7 giorni di stop e sindattilia forzata con garza. Speriamo bene, ma che rabbia.

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5 pensieri su “10k e 7 giorni, per imprecare

  1. Ti è andata bene, sono contento per te. Anch’io come sai sono partito dalle retrovie e, pur non essendo un fenomeno e viaggiando ad un ritmo che sta più o meno nella media dei runners, per più di 1 Km ho dovuto sorpassare gente che era partita davanti e passeggiava tranquillamente oltre i 5’30″/Km; naturalmente ognuno è liberissimo di scegliere la velocità che più gli aggrada, la corsa è bella anche per questo, ma non ti sembra che da questo punto di vista manchi un po’ di rispetto verso gli altri ? Che senso ha mettersi davanti allo start con il solo risultato di intralciare chi va un pochino più forte ?
    Credo che nè io nè te e nemmeno tanti nostri compagni di squadra si sognerebbero mai di mettersi a fianco dei kenyani alla partenza di uan maratona …

  2. Coraggio che nella sfiga infame è andata bene: ti fai lo scarico forzato e poi si riprende, in bocca al lupo!

    Riguardo al partire in pole, ragazzi sareste stati entrambi fieri di me: son partito dal fondo proprio per non intralciare i runner tostissimi: ho sacrificato ben 22″ per non rompere le scatole a nessuno ;))

  3. dalla prospettiva di questa foto non mi si vede. si intravede una parte del mio cranio-uovo: sono il secondo alla destra di enrico

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