Traversata dei Colli Euganei –

Tornare qui sta diventando un punto fermo. Forse perché rivedo una campagna non ancora così tappezzata di colate cementizie e complessi industriali, rotonde e centri commerciali che spuntano come funghi come dalle mie parti. Una campagna come mi immagino fosse la mia, trenta, quaranta anni fa. Insomma, mi piace vedere e sapere che non tutto si riduce a malinconiche e nostalgiche ragnatele nei miei pensieri.

Villa di Teolo, è così. Un’aria un po’ di abbandono, quasi immobile, e intorno il bosco.  Arrivo la mattina appena prima dell’alba, un po’ troppo in anticipo. La differenza la noti già nell’immenso frastuono degli uccelli nascosti tra fronde ancora scure e spoglie dei boschi intorno. Un po’ presto forse, mi faccio un riposo in auto.

Poi con la luce affluiscono i podisti, la Traversata è ormai diventata il ritrovo dei trailer del nordest. Si saluta, ci si racconta; per quanto mi riguarda, si rimpiange anche non potersi frequentare un po’ di più data l’affinità ideale e pratica che mi lega con alcuni.

Uno di questi è il Mago/Leo. Ci siamo dati appuntamento nel flusso intermedio tra quelli forti e le retrovie, come giusto che sia del resto. Mentre il sole fatica a sbucare tra nuvole e umidità la gara inizia alternando nervosamente salite e discese ispide, fangose e martellanti. Proprio il fango sarà il tratto distintivo di gran parte del percorso. Fango morbido, altre volte liquido, a volte compatto. Le scarpe gradiscono ammassandone ai lati, sulle cuciture, negli avvallamenti del grip, facendole pesanti come mattoni. Le merrell mi danno la sicurezza che io cerco: mi lancio a missile nelle discese, tuffando tacco e pianta, fino al calzino, sentendomi padrone di me stesso, sapendo e controllando ogni spigolo del mio corpo. è una bellissima sensazione, la velocità, la sicurezza, il sostenere difficili temporanei equilibri. forse una delle migliori esperienze della corsa in natura.

Leo sta con me, anche lui ama le discese ruscello e pattinanti. e così tra un discorso e un altro i chilometri scivolano via lievi. scoprendo affinità e risvolti che non basta un commento o un twitter a rivelare. La carenza di endurance si fa vivida, intanto: alla freschezza e alla reattività del principio si interpongono sudori grondanti e gambe di legno. la seconda metà del tracciato richiede salite ben più nette, ben più soleggiate. Ormai le parole scorrono a fatica, capisco che al Mago pesa starmi appresso per quanto mi sforzi di misurare lo sforzo, non voglio insistere nel mal-sopportare un ritmo non suo, così mi stacco.

La salita verso la Madonna (non si smoccola è davvero il suo nome) incombe, vedo le antenne, so che non è esageratamente lunga. Ma i chilometri si fanno sentire, trascinano verso il suolo, la gravità che chiama a posizioni più stabili e meno faticose :)

é un tratto assolato, secco, che fa sudare come un torrente. sono sopra, corta discesa e poi ultimo strappo verso un’antenna meteo. vorrei correre qui, ma i muscoli hanno la mollezza del quarzo, o del rovere, fate vostra la metafora preferita. All’ultimo ristoro e all’ultimo respiro una vecchia, sentito il mio grazie diniegante, mi chiede la provenienza, Brescia, e il paese? pure! eh, ma io ci sono stata, ci ho vissuto alcuni anni… Io vorrei andare, ma la vecchia, si vede, vorrebbe starmi addosso, chiedermi di quella e di quell’altra, di come è adesso quella via, di quel negozio che… “Il mondo è piccolo!”, e scappo!

Scappo, perché ormai c’è una discesa che chiama. Di attenzioni e riflessi che si affievoliscono con il passare dei minuti, dell’altimetria che cala. Booom! inizia la discesa asfaltata e mi tuffo. Martellando con la suola insensibile e implacabile, con i quadricipiti che piangono lacrime, con i nervi tutti tesi nel proiettarmi al campanile che vedo vicino, sempre di più.  Fatta e, anche se per poco, sotto le 5 ore.

Il trail è fantastico. stamattina leggendo alcuni commenti sul forum di spiritotrail.it, Dinaleone, che ha condiviso buona parte della gara con me tra decine di sorpassi a vicenda (e per la cronaca un sonoro e impietoso sorpasso nell’ultima salita è l’ultima cosa che ho visto di lei, brava!), scrive agli organizzatori:

se la North Face vi propone di sponsorizzare la TCE, vi prego: ditegli di NO!

La TCE resta una gara semplice, immediata, rurale, lontanissima dall’ecologico sfarzo di ben altri appuntamenti, l’anno scorso la chiamai un trail ante-litteram: CONFERMO e ribadisco. I volontari, il costo dell’iscrizione, la scarnezza del pacco gara, il ritrovo finale, la quasi assenza di stimoli agonistici e competitivi, la misura. Ecco, la misura. Quella giusta. Questo è il Trail Running che mi piace. Grandissma Traversata, resta sempre così. e ancora venticinque di queste edizioni.

Tracciato GPS fornito dal Mago.

Annunci

6 pensieri su “Traversata dei Colli Euganei –

  1. grazie delle citazioni. in effetti ero troppo vicino al limite, hai fatto benissimo ad andartene. un gran piacere è stato comunque vederti correre trail, mi ha impressionato sia la tua leggerezza in discesa (io sono molto più cinghiale) e soprattutto la tua forza sul fango a metà gara. ci vediamo il prossimo anno a Villa Teolo, anzi a Firenze, anzi speriamo pure prima :)

  2. Gran bella gara e sono già tre gli entusiasti Isani…..il prossimo anno non si può sfuggire…e anche gran bel racconto è un piacere leggerti.

  3. ciao, sono titeyogarunner ed è raro (per ora) trovare queste coincidenze: twitterati bresciana, Forum ST, trail runner : 3 cime , TCE, Trail d’Azur e…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...