Un letto vuoto e l’arcobaleno

Oggi si conclude probabilmente un grande tratto della mia vita. Da un anno e mezzo Maria aveva iniziato a rallentare, prima impercettibilmente, anche un po’ canzonata da me per la sua neanche tanto velata ipocondria. Poi con i mesi, il tempo ha reso esponenziale l’evidenza della malattia, il peso di questa, l’effetto di cure sempre più imbarazzanti. Poi il letto è stato il suo unico orizzonte. poi ha iniziato a spegnersi sempre più, sempre più veloce.

L’altro ieri ha smesso di respirare. Oggi quella sua casa, riferimento per le passeggiate estive, le camminate serali nella neve d’inverno, la stufa sempre accesa, il bollitore del te, gli arrosti, il salame, il calore di una famiglia quasi antica a me prima sconosciuto, si chiuderà alle spalle della bara e quel che resta saranno i muri anneriti dal camino e quattordici anni di ricordi.

Addio.

P.S.: Dopo scrosci improvvisi e violenti di pioggia e vento gelido la giornata si conclude con uno stupendo arcobaleno. Quale migliore giorno?

Annunci

3 pensieri su “Un letto vuoto e l’arcobaleno

  1. in quel giorno non è finito il grande tratto della tua vita, lei vivrà nei tuoi ricordi e negli occhi dei tuoi bimbi e di tua moglie nei quali potrai vedere l’arcobaleno anche quando in fondo al tuo cuore ti parrà notte fonda. un abbraccio cristian daniela e diego

  2. Mario Luzi: Poesie

    Da Poesie sparse

    Nell’imminenza dei quarant’anni

    Il pensiero m’insegue in questo borgo
    cupo ove corre un vento d’altipiano
    e il tuffo del rondone taglia il filo
    sottile in lontananza dei monti.

    Sono tra poco quarant’anni d’ansia,
    d’uggia, d’ilarità improvvise, rapide
    com’è rapida a marzo la ventata
    che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
    lo strappo a mani tese dai miei cari,
    dai miei luoghi, abitudini di anni
    rotte a un tratto che devo ora comprendere.
    L’albero di dolore scuote i rami…

    Si sollevano gli anni alle mie spalle
    a sciami. Non fu vano, è questa l’opera
    che si compie ciascuno e tutti insieme
    i vivi i morti, penetrare il mondo
    opaco lungo vie chiare e cunicoli
    fitti d’incontri effimeri e di perdite
    o d’amore in amore o in uno solo
    di padre in figlio fino a che sia limpido.

    E detto questo posso incamminarmi
    spedito tra l’eterna compresenza
    del tutto nella vita nella morte,
    sparire nella polvere o nel fuoco
    se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...