un Guglielmo perfetto

Img_8777.sizedIeri è avvenuta una tale concomitanza di eventi che raramente sento capitarmi. Una di quelle giornate dove tutto si incasella come esagoni nell’alveare, perfino le tue decisioni e azioni. Tutto è parso adeguarsi alla legge di Krom. Tutto, perfino gli avversari capitati in vista e capitolati, uno dopo l’altro; fortuna che alcuni erano davvero irragiungibili :)

Ordine, prima di tutto.

L’umore mattutino non è dei migliori, una salamina ha disturbato il sonno e pure i vicini eranno alleati con essa.  Aggiungi ubriachi per strada e autoradio inferocite dentro utilitarie del sabato sera.

L’alba è già calda quando scendo abbigliato in stile Camel Trophy, nell’ipod suona questo refrain:”We’ll meet again, I don’t know where, I don’t when/but I know we’ll meet again, some sunny day“, Cash, e sta parlando del Guglielmo, è evidente. Ne intravedo la sagoma tra la bruma e lo smog, lontano, il contorno dalla mia prospettiva ne da un’idea imponente e massiccia, un vero monte. Ci incontreremo oggi, it’s a sunny day, buddy!

Sapete, dopo tutte le mie, mediocri, gare di mezzofondo primaverili ho imparato una sorta di sospensione dal pensiero durante la corsa. Là è facile, durano pochi minuti, c’è il respiro che riempie e si prende tutto. Qui ci sono le salite, dove il cuore martella sempre più veloce fino a esplodere nei timpani a ritmi ossessivi. Però non è tutto. Ci sono spazi in cui la corsa si riprende il normale rotolamento, fatto di estensioni e contrazioni ampi. Ci sono spazi in cui il respiro si fa impercettibile, ma è l’attenzione a scandire i balzi e le insidie del terreno che scorre in picchiata sotto di te. Eppure non ricordo un solo pensiero diverso dall’apprensione per il ritmo o per i tempi di assunzione di zuccheri o dal farsi un’idea della velocità di quella maglia là davanti.

Sono atteggiamenti di un agonista, mi accorgo. Questa è una gara, però, il trail, lo sento, è ben altro e non riesco a trovare altre giustificazioni. Torno a correre e a inseguire quell’altra maglia davanti a me.

La metà della distanza sfugge rapida, ho corso bene, sciolto, anche veloce, dove è servito e necessario esserlo. A Nistisino sono transitato 46°.

Il primo vero ostacolo è la temibile sequenza di pendenze che porta alla Forcella di Sale, un nome mitico, pare estratta da qualche universo della Zimmer Bradley. La conosco bene, una salita infida come poche. Praticamente incorribile in alcuni punti, può esserlo in altri. La affronto con certezza salomonica: senza fretta, pochi indugi, zero tensione. I risultati vengono lo stesso, stendo due avversari, le rampe si sussegguono, finchè sbuco alla sella. Un sorso di acqua, quattro zollette di zucchero, un bicchiere in testa. Discesa, il cuore torna disteso in fretta, le gambe hanno tempo per sciogliersi. brevi salite che portano alla Croce di Marone, altro passo che è la porta della gara:  7 km di pura salita, inesorabile. Finora è stato solo un prologo. Tutti lo sanno, qui c’è la resa dei conti, la fine delle mascherate, delle pre-tattiche, qui strizzi la salvietta degli allenamenti e ti resta il succo. Un gel, altre zollette, acqua in testa e nello stomaco.

La gente è già molta qui in basso. Il bel tempo è il migliore degli incentivi. Una carica emozionale per me, come sempre, la gente, non il sole. Ora è venuto il momento di sferrare un lento, ma incisivo e decisivo attacco alla Montagna e a tutti quelli che troverai sulla strada. Escursionisti, bikers, atleti in gara. Ogni ombra che calpesto è il segno di una sicurezza mentale che diventa sempre più vigorosa. I tornanti e il sole non lasciano tregua a ragionamenti. Tratti di sentiero che confondo nella memoria. Supero la prima donna, la incito dicendole che sta andando benissimo, lei invece non è al massimo, ma il traguardo è vicino. I chilometri scorrono lentissimi, sul gps, un po’ meno sui balzani cartelli, improbabili, ma di grande sollievo morale. Un tornante dietro l’altro, la polvere della mulattiera, i complimenti dei passeggianti. Perfino una tipa in bikini. anche i minimi particolari ti fanno gioire del traguardo sempre più vicino.

Ora mi lancio senza sosta verso l’alto, il fiato fatica, l’altimetria c’entra? Sicuro, perchè il ritmo, anche mettendoci un po’ di deriva, non è così proibitivo. Un’altra, l’ultima, ingollata all’enervitene ormai bollente, non manca che un chilometro. lascio la busta all’ultimo ristoro mi informano della posizione, acqua in testa e un sorso in bocca. Via.

Sul “muro del pianto” supero altri due atleti. sono contento, ce l’ho fatta. Al penultimo tornante ingrano la Super-Ridotta dell’Arrivo. Quella fantastica goccia di energia che ridona linfa ai muscoli, li rianima. Alza le ginocchia, stambecco Krom! Alza le ginocchia!

Fantastico, centinaia di persone che mi incitano, sogni da sempre un momento così. Batto cinque a tutti, perfino al presidente Portone che mi riconosce. Grande gara. Finita.

25° in classifica finale (anche se nella classifica corretta sono stato spostato alla 30° nell’immaginario mio resterà sempre quell’altro numero). per me vale una vittoria. mai fatto una gara così perfetta, senza una sbavatura, sapendo di non avere perso un attimo., di avere dato tutto. Gare come ti capitano raramente, giornate in cui sai che tutto andrà come deve andare.

We met again in a sunny day!

Il giorno dopo una semplice analisi. Nuovo allenamento? Maggiore esperienza? Distanze più umane? Ne parlerò in un altro post.

La gara: Provaglio d’Iseo-Monte Guglielmo, 30km, d+2000m

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7 pensieri su “un Guglielmo perfetto

  1. @tite

    esatto, forse per la prima volta (facilitato dal conoscere perfettamente il percorso) ho sentito davvero di “comprendere” appieno le mie capacità e sfruttarle dove più opportuno.

    lavaredo niente da fare, forse l’anno prossimo. ho davvero difficoltà ad inanellare due impegni così ravvicinati

  2. Grandissimo Gualtiero! I miei più sinceri complimenti! Sei per me un punto di riferimento! Continua così, nella corsa e nei tuoi memorabili “appunti” sul blog… grazie.

  3. Complimenti davvero Krom, grandissima prestazione e stupendo racconto.
    Diciamo che a questo punto potresti ritentare un Valdigne…
    Ciao e a presto
    BradipoMissile

  4. BRAVO GUALTIERO. La preparazione meticolosa di questo evento ha portato al risultato che ti aspettavi.
    Corsa rilassata e mentalmente sempre in corsa.
    Io comunque spero di rivederti presto fra le file dei traileres dove queste sensazioni le vivi ad ogni istante, ad ogni “gara” ad ogni uscita.
    A presto.

  5. ma bravo gualti…. ti batto un cinque grande grande…. grande equilibrio mentale e grande fisico. ti auguro molta scioltezza per il proseguimento della stagione agonistica!!!!! cristian apotheke.

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