Di ritorno.

Tre giorni sono pochi per una prima volta. Indubbiamente. Si fanno i salti mortali per capire come orientare la mappa e per essere dappertutto nel più breve tempo possibile. E poi si rischia di fermarsi agli stereotipi da guida turistica: quel monumento, l’obbligata passeggiata, il ri-trito spettacolo.  Non è neppure un rischio; è quello che si fa al 90%, in tre giorni, trasferimento compreso.

DSCF0081Viaggio poco, perchè amo poco l’essere turista; lo considero un lusso inutile, si viaggia per necessità, si transita per bisogno (e come bisogno includo anche la conoscenza). La feria è altra cosa: una semplice sospensione dalla routine, puoi farla nella vasca di casa se hai abbastanza fantasia.

Istituirei, però, per gli italiani l’obbligo di andare all’estero almeno una volta all’anno. Così da a) prendere una boccata d’aria leggermente più ampia, giusto quella visione d’insieme che ci manca, da cui, appunto, b) rendersi conto del proprio provincialismo. E ho detto tutto.

Quanto a Parigi. Niente palle. Avrà periferie con tutti i problemi di tutte le megalopoli, contrasti sociali a mille, avrà. Ma i quartieri del centro trasudano grandeur senza tanti fronzoli (primo stereotipo). Al di là dei Grand Boulevards c’è una cultura multietnica che ribolle arricchendo ancora di più la centralità ex-imperiale della capitale. Parigi sono capitoli di storia che si raccontano (secondo stereotipo), rivoluzioni che si stratificano, sfarzo e ostentazione che dilaniano e si coagulano sopra, crosta su crosta. Parigi, devo dirlo, sono anche le parigine (terzo stereotipo) il fascino della città le ammanta tutte, belle e meno belle, accomunate  da un fascino facilmente riconoscibile…

Al solito privo di fondamento il titolo di città carissima. Se siete in vena di spendere agli Elisi o in rue Rivoli, per esempio, grazie al *zzo! Ma, del resto provaste a comprare una micro pochette in montenapoleone, uno spritz al florian, una vacanza romana qualsiasi. Però girato l’angolo, senza correre nella più misera banlieu, davvero dietro l”angolo, i prezzi sono normalissimi. Fighetti o meno.

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4 pensieri su “Di ritorno.

  1. ti 6 aggiudicato la partecipazione ad una splendida gara: la MARATONA di… PARIGI… dove scoprirari la bellezza urbanistica della città, compresa tra due enormi, stupendi, diversissimi parchi: il Bois de Vincennes e il Bois de Boulogne… E poi partire sgli Champs e arrivare all’Arco..trionfale. Ti senti un Lance..almeno per una volta. ::))

  2. Splendida città dal fascino e dall’atmosfera impossibile da trovare altrove, il luogo che amo di più e nel quale mi piace immergermi ogni volta che ci torno è il Cimitero di Père Lachaise, un concentrato incredibile di arte e storia attraverso i secoli.

  3. @tite. eh! un giorno o l’altro si farà!

    @rocha peccato che per tre giorni père lachaise è stato solo un nome sulla cartina. la prossima volta

  4. e poi appena giri l’angolo c’è sempre un negozio sportivo specializzato nel running ed in giro migliaia di 40 anni che corrono (+ lenti di noi).. se non è paradiso questo.. Stef

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