796

Il fumo gli avrebbe intontito lo stomaco, si sedette e si rilassò nella posizione più comoda e calmificante. Poi iniziò la cerca, col più fino e sensibile delle falangi, di tutti i resti di tabacco in ogni tasca. A lungo estrasse e ammucchiò segmentini ed atomi di tabacco misti a briciole di vecchio pane e fili di stoffa. Aveva ora nel palmo quanto bastava per una sigaretta. Tornò nella stalla a cercare il mozzicone della notte e lo trovò. Poi cercò la carta, merce quasi sconosciuta in casa. Girò e rovistò finché trovò un vecchio opuscolo, grinzato ed ingiallito dal tempo, di agricoltura e masseria. Ne strappò un foglio in un quadratino e cominciò a torchiare. Lavorandoci con infinita cura e sospensione, si rese conto di quanto le sue mani si fossero fatte grossolane ed inadatte per questi lavori di fino. Se la sigaretta gli veniva discretamente modellata da un capo, restava informe all’altro, ad un certo momento tutto il tabacco scivolò sull’ammattonato.
Chiuse gli occhi e strinse i denti. – Non perdere la testa. E’ niente. Del resto non avevi nemmeno un fiammifero.

Annunci

2 pensieri su “796

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...