1030

25 aprile. e quest’anno due cose mi vengono in mente. La più “pesante” è lo stesso giorno di di venticinque anni fa. Chernobyl. Brividi ancora mi vengono leggendo le cronache di quei giorni(seicentomila “liquidatori” dimenticati o quasi) o vedere le foto (come quelle angoscianti di elena filatova) di quei luoghi fermi e ingialliti dal tempo e dalla fuga, dalla natura che stancamente si sta riprendendo ciò che l’uomo ha creduto di avere dominato. Al disastro di Chernobyl si sommò quello di un impero in disfacelo e corroso come le carcasse che ora giacciono là nel pripyat. è un duro colpo ancora oggi. ancora di più oggi, dopo Fukushima.
Il tema più leggero, ma non meno preoccupante, è il ricordo che Robecchi ha ricostruito di due anni fa. Onna. Appena accaduto il terremoto. Vediamo un Mr.B che si dedica alla sua attività preferita: raccogliere il massimo del consenso sfruttando l’emotività popolare. Ecco io, come altri, fui schifato dal suo occhio lucido di coccodrillo. io non ci sono mai cascato.
e vorrei un 25 aprile da ricordare per esserci finalmente liberati da questo tumore della democrazia.

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