1405

Sto leggendo questo manuale di scrittura dalla fantastica collana di zanichelli; uno di quei libri che tieni aperto anche solo per il gusto di vederlo, con le sue pagine spesse e dal tono caldo, la stampa nitida, la copertina da orgasmo di topo (da biblioteca).

Insomma, sono al primo capitolo e già è così denso di riflessioni, domande, ricerche interiori e di sguardi da porre in nuove ottiche. Sono davvero curioso e impaziente di mettere assieme le prime righe del compito con cui si conclude ogni capitolo. La natura non è un luogo per semplici turisti o palestra di attività sportive o ricreative. La natura è un bisogno, mio, di osservazione, di sentirsi parte e contemporaneamente estreneo. E vale la pena soffermarsi ad un’analisi ben oltre la superficie. Vale la pena essere almeno in grado di descriverne ombre, gradienti e sensazioni, rumori e silenzi. Poi, al di là di qualsiasi risultato (mica voglio essere scrittore), sarà interessante il passo compiuto in questa direzione.

Tutto questo per avvertirvi che vi ammorberò nelle prossime settimane. Di viaggi sognati e strenue osservazioni.

Anteprima scaricabile del libro (pdf)

There is a light that never goes out, The Smiths (The queen is dead, 1986)

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