1442

Distanze. Quelle che separano, per sempre. Quelle che hai davanti e che non coprirai mai. Restano spazi. Spazi di ignoto. Ignoto delle nostre reciproche vite. Spazi che si allargano, spazi di cui non sapevi l’esistenza.

Io affretto il passo, ma l’orizzonte non si avvicina. Mai. Vettori opposti, masse su piani inclinati che oscillano in apparente casualità. Inerzie che si riducono, equilibri persi, acquistati, raggiunti e di nuovo spostati.

Bisogna accettarlo.

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