1486

Ognuno ha il suo alcol. Io ho alcol a sufficienza nell’esistere. Ubriaco di sentirmi vago e mi muovo sicuro. Se è ora, rientro in ufficiocome qualsiasi altro. Se non è ora, vado al fiume, come qualsiasi altro. Sono uguale. E celato dietro a questo, cielo mio, di nascosto mi faccio costellazione e ho il mio infinito.

Un uomo apparentemente insignificante, che si sottrae al mondo, malinconico, che ha un’esistenza riservata, ma sua.

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