1492

Partire a piedi diviene un’esigenza per chi vuole unire due punti sulla carta, sentire l’assonanza di se con un luogo, una stagione, un ricordo; sgombrando dal campo responsabilità (è o no una fuga dalle costrizioni anche quelle apposta da noi costruite?), disponibilità, drammi. Robe che ti inseguono, dunque.
Prendendo il cammino si diventa anonimi, spariscono i propri connotati e le pregresse azioni. Si parte, mettendosi lo zaino, con il proprio passo e lasciando le comode abitudini.
Basta leggere un libro di viaggi per i sentire i sogni e i progetti che ognuno cova dentro divampare. Ho parecchie cose da lasciare e altre, nuove, da prendere con l’unica angustiante esigenza della frenesia di arrivare, là, prima del calare del sole.
Poi l’entusiasmo sfida il primo passo da prendere, ma questa è un’altra storia.

È così che io viaggio, risalendo il tempo nella luce estenuata dell’estate che muore.

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