1497

il vento impetuoso della realtà è mille volte meglio di qualunque scafandro.

Camminare riduce lo spazio del mondo all’unità di misura del proprio corpo. Resistenza, respiro, muscoli, volontà, coraggio (di fronte al percorso e alla sua incertezza), fame, sete, riposo. Il corpo del viandante diventa un continente da esplorare, da conoscere a fondo.
E attraverso il corpo e il percorso si moltiplica la coscienza di se stessi nel mondo.
Nei passi che premono sul terreno, nell’acqua che lo disseta o in cui si lava, nel fogliame da scostare sul sentiero. L’uomo scende dal palazzo dorato della sicurezza dove risiede ignorando gran parte delle cose “fuori”.
Il cammino trasfigura i momenti ordinari della vita, Il cibo, il riposo, il sonno, la sveglia, li inventa sotto nuove forme

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Un pensiero su “1497

  1. A volte penso che sia la vita stessa a essersi trasfigurata. L’ordinario è divenuto il perenne straordinario. Il cammino riporta invece alla dimensione sostanziale delle cose.

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