1499

E materialmente in cosa consta il bagaglio che ognuno deve portarsi con se?
Vale l’essenziale? Ma poi cosa lo è davvero? Uhm, materia di sottili e personalissimi ragionamenti e sofismi. Le mie scelte sono sempre complesse, ultra-ragionate, costrette a vagli sequenziali, ma, ancora, dopo avere scartato e allargato l’insieme del superfluo, pare troppo pesante. Sempre. Specie dopo una intera giornata di cammino.
L’indispensabile, cibo, abbigliamento, piccole fisime, comodità che paiono irrinunciabili. Perfino un taccuino, un libro, l’astuccio con le matite?
Il bagaglio si disegna intorno a noi stessi e ne sottolinea ad altri occhi la nostra essenza. Esso riproduce noi. Cosa di cui non faremmo a meno, nemmeno per un giorno. Incarna la nostra anima.
Ma, infine, il giusto, o presunto tale, non basta: servono gambe per portarselo addosso. E testa per convicersene.
Cosa siamo pronti a rinunciare e cosa non dobbiamo, ad ogni costo, lasciare?

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Un pensiero su “1499

  1. Qualche tasca libera nello zaino può tornare utile. Talvolta, lungo il cammino, si trova qualcosa di più essenziale del nostro ” essenzial-superfluo”

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