1511

L’argomento della camminata mi entusiasma molto. Ci vedo implicazioni, pensieri e metafore delle nostre vite. E tutti i post che state leggendo sono ispirati dalla lettura di “Il mondo a piedi” di David Le Breton (Feltrinelli).
Ora voglio riflettere sulla solitudine. Nel camminare. E forse vale pure per altro, ma non saprei con precisione.
Thoreau, Stevenson e Rousseau sono categorici nel declamare l’assoluta necessità della solitudine. Solitudine molto legata alla libertà di esplorare, immergersi, fermarsi, ripartire, rallentare e infine riflettere. Tutte cose precluse se si viaggia in compagnia, persino del più affiatato degli amici.

La passeggiata va fatta da soli, perché il suo tratto intrinseco è la libertà

Di contro la compagnia stimola una condivisione assoluta delle difficoltà come delle felicità.

Ci sono momenti, spesso e sono in maggioranza per quanto mi riguarda, in cui il silenzio e la solitudine del cammino sono fondamentali. Cammini e solo la solitudine ti permette di sezionare i pensieri e scovarne nuove mappe, nuovi sentieri mai visti e conosciuti e nuove soluzioni. La solitudine è la formula magica in cui tutto, nodi e gioie, si sciolgono e riesci a raccogliere il lavoro di setaccio. Forse l’ho scritto in un vecchio post, mi pare. La natura ti isola dai tuoi simili.
Se ci sono difficoltà sta a te, e solo a te, trovarne la soluzione o soccombere. E non è detto che soccombere sia necessariamente un male. Anche dai fallimenti si impara.

A volte, invece, mi sono emozionato di fronte ad un panorama, al sole tra le nuvole, alle tracce di animale. Queste volte ho pianto anche per non avere nessuno con cui condividere, nessuno a cui poterlo raccontare o guardarsi negli occhi o capirsi senza dire parole. A volte sono stato indeciso sulle strade da percorrere e avrei voluto avervi accanto per una saggezza in più.
Forse proprio per questo è difficile la condivisione dell’avvenimento estatico, come della decisione, come della sofferenza. Trovarsi in cammino con un’anima affine è complicato e arduo.

Allora una scorciatoia è la solitudine. Solo la via più breve e immediata.

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