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{krom}

Riporto l’ultima essenziale pagina di “Una questione privata” di Beppe Fenoglio. Certo non vale, la pagina, per comprendere appieno la cifra – per me finissima poesia, ma non solo – di questo romanzo breve; eppure a me è sempre piaciuta, anche a sé stante, così vicina allo spirito mio e di questo blog. buona lettura.

Correva, sempre più veloce, più sciolto, col cuore che bussava, ma dall’esterno verso l’interno, come se smaniasse di riconquistare la sua sede. Correva come non aveva mai corso, come nessuno aveva mai corso, e le creste delle colline dirimpetto, annerite e sbavate dal diluvio, balenavano come vivo acciaio ai suoi occhi sgranati e semiciechi.
Correva, e gli spari e gli urli scemavano, annegavano in un immenso, invalicabile stagno fra lui e i nemici.
Correva ancora, ma senza contatto con la terra, corpo, movimenti, respiro, fatica vanificati. Poi, mentre ancora correva, in posti nuovi o irriconoscibili…

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