1565

Complice, è evidente, una pesante cena, sono gli incubi a farla da padrone nelle sinapsi di Krom nella notte.
Ve lo descrivo e pazienza se qualcuno penserà che i sogni siano una sorta di autoinganno volto alla preservazione del modello di vita attuale. Meh.
Mi trovo in un’aula di tribunale, vista solo nei film peraltro, io sono sul banco degli imputati.
Non c’è un reato, ma tutti i testimoni, tutte le conoscenze del sottoscritto (alcune immaginarie, altre in carne e ossa, potrei nominarle) intervengono additandomi tutti i miei difetti. Ogni testimonianza è un colpo.
Finalmente l’elenco dei testi finisce. E il giudice senza tentennare spara il verdetto condannandomi per il reato di misantropia all’espulsione immediata dal consesso sociale.
Mi sveglio sudato, gonfio (la digestione che ritarda) e pesto. Per tre ore il sonno non ritorna. E cazzo.
Autostima in crollo, tipo crack del ’29.
Umpf.

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