1615

Ripieno di pensieri (belli e brutti) oggi ho mandato a quel paese la corsa prevista nel bosco. Bello sì, ma ombroso, freddo e ghiacciato. Mi fermo al super, riempio lo zaino di cibarie, metto le scarpe e mi arrampico su per il sentiero e sbuco nella mia radura.
Va bene, il sole non è al suo massimo splendore, velato che pare ci abbiano scaldato il latte nel pentolone dell’atmosfera, e fischia pure un vento pungente, ma volete mettere?
Mangio, mi sdraio, infilo le cuffie, parte una pennica leggerissima e rappacificante.
Poi il freddo mi abbraccia. E scatta la molla. Mentre ascolto Burroughs dei Chelsea Light Moving (Thorston Moore new band) mi metto a correre. Scatto in fondo al prato, sterzo, scalo, controsterzo, tutto intorno ad un albero, e ritorno scattando. Faccio così per tutta la canzone. Una decina di giri.
Mi accascio al suolo, scaldato, con il cuore che mi batte in gola.

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Un pensiero su “1615

  1. Come certi cani che iniziano a correre all’impazzata e, improvvisamente, si fermano mettendosi a pancia all’ insù. Chissà che musica ci avranno dentro.

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