1624

La corsa di ieri nella neve (circa un’ora e un quarto) lascia lo strascico di muscoli doloranti e, quindi, suppongo di aumentati benefici muscolari.
Qualcuno che avesse visto questo spilungone aggirarsi come un forsennato lungo i sentieri avrebbe dubitato esattamente della mia assennatezza. Come dargli torto.
Con il cuore in gola ho percorso le brevi salite mentre con passo deciso ho affrontato le insidiose discese. Attento a spostare/alzare la caviglia al minimo segno di slittamento o qualche ostacolo celato che, per fortuna, è rimasto tale.

La lampada frontale è stata davvero inutile. Nel cono illuminato si proiettavano stroboscopiche scie dei fiocchi. Come meteore con la coda tratteggiata. La poesia è durata meno di un attimo perché la cecità totale reclamava qualcosa di più prosaico a cui attingere informazioni. Spenta nel bosco, spenta sul ciglio delle strade di campagna. Cappello calato sulla fronte.

Al termine un gran calore (solo le mani insensibili) e tutto uno straccio umido fin dentro le ossa.

Però ho pulito le scarpe.

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Un pensiero su “1624

  1. Ti manca l’ascia in mano e potresti essere Jack Torrance nel labirinto di siepi coperte di neve dell’ hotel Overlook. Shining.

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