1659

In questo libro che sto leggendo il padre del protagonista è un artista che insegue un’ossessione: da anni sta dipingendo una pellicola, fotogramma dopo fotogramma. Con pazienza e inconcludenza come di chi si imbarca in un’impresa impossibile, “come Sisifo” dice in un passaggio.

Il film divorava giorni e anni, e Abraham glieli lasciava divorare. Aveva fatto una stampa ottica di alcune parti precedenti e ogni tanto le faceva passare nella sua giuntatrice a manovella, non tanto per darsi al montaggio quanto piuttosto per crogiolarsi nella sua opera in divenire. In alto mare. Non era più in grado di ricollegare i disegni delle sequenze più vecchie alle date vere, ai fatti della sua vita. Il Watergate, Erlan Hagopian, la partenza di Rachel. Il film fluttuava al di sopra della sua routine, delle tazze di caffè, dei giornali, del ragazzino che cresceva. Il resto era banalità, umori, cose pratiche. Un corpo che attraversava i giorni, al servizio di fini più alti.

 

Ecco. C’è qualcosa di me in questo. Di quello che sto facendo. Della mia vita negli ultimi mesi. La trascorro nelle cartelle dove raccolgo tutti i miei lavori passati.

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Un pensiero su “1659

  1. Come di fronte a fogli hfs per negativi ( 24×36/ 6×6/dia 7×7…). Da guardare in controluce. Buon lavoro, Krom.

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