1718

No, non mi aspetto che anche a voi piaccia camminare sotto la pioggia senza ombrello. Colonna sonora l’ambiente intorno fatto di sgocciolìi, sciacqui, ruscellamenti e dilavamenti vari. A un certo punto puoi affermare anche l’esistenza di forme di vita anfibie tra le calze, la suola, la pelle dei tuoi piedi. I colori grigi che ti circondano e la solitudine. Questo è quello che cerchi? Non so. Non c’è nulla che attragga i tuoi sensi. Basta, però, per stimolare corde che altrimenti ho sempre difficoltà persino a trovare.

Giorni fa ho pensato di amare il mio modo di sviscerare le mie emozioni. Non nei confronti delle altre persone (sto al sicuro su questo: le mie maschere sono sempre ben pronte a ripararmi da indagini), un’analisi solo mia. Giusto per rendermi conto. Letteralmente. Sapere con quali portate devo confrontarmi. L’idraulica non è il ramo della fisica che preferisco. La pioggia, le portate dei rivoli, gli sbarramenti, le sezioni di passaggio, le energie cinetiche potenziali. No. Non credo che vi piaccia camminare sotto la pioggia. Meglio.

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Un pensiero su “1718

  1. Il 09 giugno 2012, alle 15.46, scrivevo – in risposta al 1124 – dell’inutilità dell’ombrello. Ogni tanto, un’innaffiata dal cielo, ci vuole.

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