1752

Camminare. Nel buio e nel silenzio. Spogliati della paura di farlo.
Queste sere in cui raccogli il succo della solitudine, in cui l’insolita aria fredda tappa tutti altrove dietro comode finestre.
I tendini ancora doloranti rotolano tesi sull’asfalto umido.
Le mani ancora profumate del sapone nuovo. La luce riflessa nella poltiglia nera e sbiadita che vorrebbe essere un cielo.

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Un pensiero su “1752

  1. Ebbene sì. Stavo tra i tanti barricati in casa. ” E’ finita l’estate ” è la mia solita-tragica sparata di fine maggio/ inizio giugno. Tutti gli anni. Questa volta ci ho azzeccato in pieno. Mina avrebbe cantato : ” ma non so spiegarti che la nostra estate appena nata è già finita…”. Grande, Krom. Il tuo cammino non sta a guardare le stagioni.

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