1766

Esco a fumare.
In strada, ci sono quei tavolini stretti, per due. Per coppie. Che parlano sottovoce mentre irrompono gruppi di adolescenti mentre due ragazze passano correndo mentre una bici rulla con poco preavviso.
Su un tavolino sono seduti padre, quasi cinquantenne, e figlia adolescente.
Hanno finito di mangiare. Ci sono resti di tovaglioli sbrindellati e patatine.
Hanno finito anche i discorsi.
Lui guarda il suo telefono, scorre i messaggi, un social network.
Lei ha la testa inclinata all’indietro. Apre gli occhi ogni tanto, ma il più sembra che dorma.
A volte mi guarda.
“Ti porto fuori a mangiare stasera”, le ha detto. “in un bel posto. Ci divertiremo”

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Un pensiero su “1766

  1. I tempi sono cambiati. Usi e costumi, idem. Anche i rapporti genitori-figli.
    Provo a immaginare mio padre : ” Vieni a mangiare stasera ( ore 18 ). A casa ( e dove, sennò ? ). Non ci divertiremo ( sottinteso ).
    P.S. : ore 18 è l’orario estivo per la cena ; 17 quello invernale.

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