1834

L’ipod suonava satie. Guardavo le nuvole muoversi veloci e la gente intorno e il vento in faccia. Mi sono sentito quasi felice e ho pianto. Non so esattamente il perché. C’era un senso di pace e spensieratezza nell’aria. Nella gente intorno, nell’orizzonte libero, nell’assenza di alberi.
Gli alberi. L’assenza. È questa una componente della felicità? Forse nello spazio libero, nell’assenza di forme frastagliate e caotiche.
Ecco che ritorna l’ordine. Delle cose. Di quello che abbiamo dentro, di quello che vogliamo.

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