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settimana scorsa ho visto un concerto che mi ha lasciato a bocca aperta. per tutta la durata. scuotevo la testa. ancora adesso ci penso.
a volte sogno ancora.
a volte vorrei prendere tutto il trasportabile e andarmene.
solo a volte. quelle volte. come oggi. che il vento e l’aria sono freddi e il sole è solo una lama di luce che se lo guardi non vedi nient’altro.
Disegno un po’ e leggo quando non disegno.
è bello stupirsi ancora di tanta stupidità dilagante e anche stupirsi per le cose belle che attraversano la tua vita. vorresti afferrarle e correrci assieme.
poi sarà un’altra volta primavera e la voglia di correre mi tornerà
intanto scuoto un po’ la testa. è quando mi stupisco.
in ascolto: Trent Reznor & Atticus Ross | Parallel timeline with alternate outcome
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Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.
Cosa è la rettifica? La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.
Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.
Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
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cielo opalescente, caldo e vento. il verde rigoglioso del microcosmo tra gli svincoli dell’autostrada. mi sento vivo, cazzo. matite a me. tavolozze cmyk. fare. creare. costruire. il cervello affollato. tempo. da prendere.
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Storm 3000, è un pezzo dei Leftfield, roba di un decennio e mezzo fa. Battute serrate che mi sono venute in mente mentre infuriava l’acquazzone odierno.
Ho letto stasera parecchie cose scritte anni fa sulla mia corsa, sul trail.
è cambiata davvero tanto la mia vita, come è giusto che sia crescendo e invecchiando. Certi vini migliorano e fino ad un certo punto lo pensiamo pure di noi stessi. Perché, d’altronde, è la verità.
Poi, da quel preciso punto, il vino non diventa migliore, cambia.
Ecco. stasera ho pensato esattamente a questo.
Ho voglia di correre, ragazzi. e non smettere mai.
Le mie scarpe mi aspettano, le maglie da inzuppare di sudore, pure. la mia sete di sapere e fare freme.
Emozioni, campi di colore che si allargano e si semplificano. algoritmi di realtà.
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Adesso ho due punti per l’UTMB. Una crisi superata con la forza di volontà, la coscienza che qualità è meglio di quantità e insomma, ve lo avevo detto, meno menate, più divertimento. e un’ora in meno di quattro anni fa.
Porte di Pietra 2011. meglio di giorno, meglio in primavera. ambiente, clima e compagnia fantastici.
Mai stato meglio in vita mia!
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Partendo da un discorso sulla focaccia (un pazzo affermava con orgoglio di usare il burro, pure nella pizza…) abbiamo fatto un’escursione mentale su tutti i popoli che abitano le coste del mediterraneo. Ci sono più tratti che uniscono invece che divisioni (oltre alla focaccia o simile, intendo). E poi ho pensato ad un’altra cosa. In fondo tutti gli uomini, di tutto il mondo, vogliono le stesse cose. Vivere bene e in pace.
Non ci sarebbe bisogno di bombe e dittatori per salvaguardare gli interessi dell’occidente se, semplicemente, avessimo avuto questi concetti ben chiari.
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Quegli allenamenti lunghi che ti fanno trovare pace e equilibro. Senza Power Balance e solo un piccolo ricordo delle dichiarazioni di Giovanardi contro la pubblicità Ikea.
Invece i miliardi di reclame inneggianti la fica e le tette, quelle van bene e non danno insegnamenti sbagliati (alla sua morale).
Per dire.
Per dire cosa pensa uno mentre corre a cavallo della triplice decina di chilometri.
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Mentre sto cercando di darmi uno spessore da vero ultratrailer con lunghi allenamenti per la potenza lipidica, il Silvio ne cava un’altra dal cappello.
Nel ventaglio di sparate sprigionate, che riempirebbero il blog da qui fino all’eternità, durante la conferenza stampa dopo i colloqui con Sarko (forse parente di sarca-zzo) candidamente ammette che il programma nucleare è sospeso con apposito decreto; ehm, no però, perché, insomma, vabbe’, non si può mica lasciare decidere la gente, scossa e frastornata dagli avvenimenti giapponesi. Decisione che potrebbe fermare tutto per molti anni. Molto meglio sospendere, lasciare passare le scalmane a tutti e poi, magari dopo una bella campagna di restyling all’atomo italico (e pure alla mia crinoplastica), lo ributtiamo nella mischia. Tutto salvo. La paraculaggine nanesca, gli investitori (francesi guarda un po’) e gli imprenditori pronti a sbranare la carcassa.
Va detto che il Nostro agita la volontà popolare quando gli conviene. Unto per grazia di Iddio e del Popolo. Mentre stavolta, è implicito (e fesso chi non vuole capire) quanto sia errato che il popolo si pronunci su cose che non conosce e mosso, poveri allocchi che non siamo altro, da recondite e ataviche, quanto fuori luogo, paure.
Meglio, molto meglio, che torni a programmare i miei prossimi 32km.
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25 aprile. e quest’anno due cose mi vengono in mente. La più “pesante” è lo stesso giorno di di venticinque anni fa. Chernobyl. Brividi ancora mi vengono leggendo le cronache di quei giorni(seicentomila “liquidatori” dimenticati o quasi) o vedere le foto (come quelle angoscianti di elena filatova) di quei luoghi fermi e ingialliti dal tempo e dalla fuga, dalla natura che stancamente si sta riprendendo ciò che l’uomo ha creduto di avere dominato. Al disastro di Chernobyl si sommò quello di un impero in disfacelo e corroso come le carcasse che ora giacciono là nel pripyat. è un duro colpo ancora oggi. ancora di più oggi, dopo Fukushima.
Il tema più leggero, ma non meno preoccupante, è il ricordo che Robecchi ha ricostruito di due anni fa. Onna. Appena accaduto il terremoto. Vediamo un Mr.B che si dedica alla sua attività preferita: raccogliere il massimo del consenso sfruttando l’emotività popolare. Ecco io, come altri, fui schifato dal suo occhio lucido di coccodrillo. io non ci sono mai cascato.
e vorrei un 25 aprile da ricordare per esserci finalmente liberati da questo tumore della democrazia.





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