Rototom Sunsplash

12 Novembre 2009 at 16:34 | In generale | Leave a Comment

Non divento pazzo per la musica reggae (anche se un bel dub, reduce di antichi massive attack, a volte mi distende), ma quello che sta succedendo al più grande festival in levare dell’italia intera (e uno dei migliori europei mi dicono) è la solita caccia alle streghe italica. Di quelle che ne avvengono sempre più spesso in questa bistrattata nazione, sempre più gretta e incapace di svegliarsi da un torpore da pantofolai che la ingrigisce.

Tempo fa sarei esploso, ma sento che col passare delle occasioni (perse) perfino il mio cuore (e il mio cervello) si stanno abituando a ragionare sempre più nel piccolo,  nell’orticello, nella fioriera; finché non avere altri orizzonti che un misero vaso di plastica comprato a Leroimerlin. Per dire…

Ci addormentiamo un po’ alla volta…

rototomsunsplash

vedrete

25 Ottobre 2009 at 17:24 | In generale | 1 Comment

Per Bersani le primarie «hanno risvegliato la gente del Pd», Franceschini soddisfatto per «una grande festa della democrazia», per Marino i numeri «dimostrano il desiderio di cambiamento degli italiani».

Io spero di no. Ma sono quasi sicuro che anche stavolta butteranno ammare tutto.

fonte| ami – www.agenziami.it

opinioni

16 Ottobre 2009 at 11:51 | In generale | Leave a Comment

Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità, e quelle di tante altre persone, potevano essere individuate come un reato.

Insomma, vuole dirci che “frocio di merda” avrebbe potuto essere un reato.

e a proposito di muri

15 Ottobre 2009 at 07:27 | In generale | 2 Comments

dal maggio 2007 non andavo sotto l’ora e ventitre minuti.  Domenica a Pavia quasi 40 secondi in meno: 1h22′17″. Krom replica a Carpenedolo l’otto novembre.

abbattuto, il muro

15 Ottobre 2009 at 07:23 | In generale | Leave a Comment

La settimana scorsa hanno abbattuto il muro su cui l’inverno di tanti anni fa (il 91 o il 92 non sono riuscito a risalire) feci il mio primo, e unico, graffito. Non era memorabile per nessuno, anzi faceva ora piuttosto schifo, tanto corroso da muffe e muschi però era lì.

C’era un b-boy (non io, questo aveva molti capelli) nella mani un martello e una lattina di vernice spray. A terra un orologio gigante spaccato. La scritta sparava “batti il tuo tempo”. L’idea mi era venuta ascoltando il disco degli Onda Rossa Posse. Figata! Ero così esaltato per quelli rime cazzute, altro che jovanotto, vabbè le basi non erano super, ma per una volta potevo sentire il rap in italiano. rap cazzuto quasi quanto quello dei P.E. Batti il tuo tempo era la loro hit di allora, La loro hit. Batti il tuo tempo: l’ora della riscossa, del risveglio, del prendere in mano le proprie idee e la propria vita e giocarsela. Boh, avevo ventanni.

Quel muro è stato distrutto per fare posto ad un’altra serie di villette a schiera, forse sarà ricostruito in bel cemento armato. ma senza il mio graffito.

Nella mia cittadina ci sono, sbiaditi dal tempo, ma ci sono, murales degli anni 70. Nella ex piazza del mercato se ne intravede ancora uno. da piccolo mi spaventava. Parlava di alienazione, di degrado, di sfruttamento. Naturalmente mica sapevo di queste cose. A spaventarmi era un enorme macchinario che emetteva nubi nere a forma di svastiche e da un tubo, un lungo tubo, lungo quanto tutto quel muro, uscivano robot con teschi, una schiera di con robot, con il teschio al posto della testa. Questo si intravede ancora. Il mio no.

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